Convegno AICA su “Pubblica Amministrazione centrale e ignoranza informatica”: costi e soluzioni per il Paese
(15 gen 2009) -
L’impreparazione informatica degli impiegati della sola Pubblica
Amministrazione Centrale (PAC) costa al Paese circa 280 milioni di Euro.
Tuttavia interventi di formazione di base a basso costo non solo
contribuirebbero a ridurre tale importo ma aumenterebbero in modo significativo
la produttività sul lavoro, generando vantaggi complessivi pari a circa 835
milioni per l’intero settore.
Sono queste le evidenze principali emerse nel convegno di presentazione dello
studio condotto da AICA, Associazione Italiana per l’Informatica e il
Calcolo Automatico, in collaborazione con SDA-Bocconi intitolato “L’ignoranza
informatica: il costo nella Pubblica Amministrazione Centrale” tenutosi
oggi a Roma presso la Ragioneria Generale dello Stato.
L’incontro, patrocinato dal CNIPA e dal Ministro per la Pubblica
Amministrazione e l’Innovazione, ha permesso di evidenziare da un lato come
la PA Centrale italiana sia meno arretrata di quanto si creda rispetto a quelle
degli altri paesi guida europei, e tra le più avanzate in alcuni settori (come
ad esempio in quelle dei servizi di e-government alle imprese); e
dall’altro, come essa subisca il freno di una preparazione ancora insufficiente
all’uso degli strumenti informatici e di Internet.
L’uso inefficiente del computer ha costi elevati.
Più in particolare lo studio, condotto da un team di ricerca guidato da Pier
Franco Camussone di SDA Bocconi e da Fulvia Sala di AICA, ha
evidenziato come nella PA Centrale italiana:
• i dipendenti informatizzati o informatizzabili siano circa il 60%
dell’organico, e cioè pari
ad almeno 550 mila;
• gli effetti dell’impreparazione informatica – che comporta una perdita di
tempo produttivo
- generi costi annui pari a 1.439 euro per addetto che si traducono per l’intera
PA Centrale
in costi attorno ai 280 milioni di Euro.
Formazione: stimati vantaggi enormi per la produttività.
I ricercatori hanno anche misurato con un test gli effetti della formazione
sulla produttività, ottenendo risultati sorprendenti. Il dato più importante è
quello dei vantaggi della formazione in termini di incremento della
produttività. E infatti gli impiegati sottoposti al test prima e dopo la
formazione (un corso ECDL - la Patente Europea del Computer) hanno fatto
registrare non solo un incremento delle conoscenze del PC del 29%, ma anche e
soprattutto una riduzione media del 5% del tempo necessario per svolgere le
rispettive mansioni, pari a ben 6 giorni all’anno.
Tutto questo ha permesso di stimare in 1374 euro l’anno per addetto il valore
dell’aumento di produttività conseguente a un intervento di formazione
informatica di base come l’ECDL. Un dato che proiettato sull’intera popolazione
degli impiegati informatizzabili della PA Centrale si traduce in un incremento
di produttività enorme, stimabile in oltre 755 milioni di euro l’anno e che,
aggiunto all’abbattimento di una percentuale prudenziale dei costi vivi
dell’impreparazione, porta appunto il totale del vantaggio conseguibile a 835
milioni di Euro .
Lo studio ha anche stimato il tasso di ritorno dell’investimento (ROI, espresso
dal rapporto tra i valori dei benefici ottenibili e dell’investimento) su base
triennale per interventi formativi come quelli della già citata patente del
computer ECDL. Il valore ottenuto è impressionante, pari al 1500%, e risultante
dal rapporto tra benefici in termini di produttività nei tre anni (stimati in
circa 4500 Euro pro-capite) e i costi della formazione per conseguire la patente
ECDL (200-300 euro pro-capite). Il dato è una stima indicativa, ma dà la misura
di come poche centinaia di euro per un corso di formazione di base possano avere
un rendimento di gran lunga più elevato di altri investimenti.
Luci ed ombre della formazione informatica dei dipendenti pubblici
Lo studio infine rileva come il settore pubblico italiano sia oggi molto
sensibile alla formazione qualificata e certificata, più del settore privato. La
P.A. si configura infatti come elemento di traino per quanto riguarda
l’alfabetizzazione informatica (sono centinaia di migliaia i dipendenti pubblici
con certificazione ECDL) e sono molte le aree di eccellenza anche in termini di
formazione specialistica. A quest’ultimo riguardo, la ricerca ha anche
richiamato l’esperienza nella PA di EUCIP, il modello Europeo per la
certificazione delle competenze dei professionisti informatici, richiamando come
per gli specialisti che progettano, realizzano e gestiscono i servizi di
egovernment contino in misura sempre più rilevante le abilità professionali. Lo
studio presentato oggi ha infatti illustrato anche i risultati di una recente
indagine condotta da AICA su un campione dei 1100 diplomati EUCIP nel settore
pubblico, che ha rilevato come gli specialisti operanti nel settore pubblico
abbiano assunto il modello EUCIP come elemento d’orientamento per un continuo
aggiornamento delle competenze, e come esso concorra a motivare la crescita
professionale.
A fronte di tale situazione tuttavia, lo studio presentato oggi rileva come gli
investimenti totali in formazione informatica dei dipendenti pubblici siano
ancora molto contenuti, e questo in rapporto sia al ruolo che la P.A. ha in
termini di sviluppo digitale, sia al fatto che la P.A. dovrebbe essere un
modello di riferimento per l’intera società. Obiettivo della ricerca, che mette
in luce il rapporto fra formazione e produttività e adeguamento delle competenze
e professionalità, è di fornire un contributo affinché la Pubblica
Amministrazione possa continuare ad investire in quel capitale umano che oggi,
nella società della conoscenza, viene indicato come il principale fattore di
produttività e di sviluppo.
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