Forte preoccupazione dell'AIIP per lo stop alla riforma sul diritto d'autore
(13 ott 2005) - AIIP manifesta
preoccupazione per la lettera con la quale il Segretario Generale della
Presidenza del Consiglio esprime parere negativo in relazione al documento
recante proposte di revisione della legge 633/41 che avrebbe dovuto essere
discusso nella seduta del 10 ottobre del Comitato Consultivo per il Diritto di
Autore presso il Ministero dei Beni Culturali.
Nelle motivazioni del Prof. Masi si legge: "Per motivi di merito
perché lo schema di "codice" proposto è contrario alle più recenti
tendenze in materia, sia a livello nazionale che internazionale. Per motivi di
forma perché codesto Comitato non è la sede adeguata a trattare materie per le
quali esistono specifiche riserve di legge a favore delle competenti sedi
istituzionali" .
AIIP ritiene che nel merito, il documento del Comitato Consultivo per il Diritto
di Autore rifletta l'evoluzione del diritto comunitario in tema di protezione
della proprietà intellettuale e che, nella forma, tale comitato possa, al pari
di qualsiasi altro Ente o cittadino avanzare proposte di variazione delle norme
in essere, fermo restando che un Comitato non è un legislatore.
La proposta del Comitato Consultivo per il Diritto di Autore, tra l'altro
prevedeva la depenalizzazione del reato di copia abusiva di opere e brani ad uso
privato ed avrebbe permesso ai fornitori di accesso ad Internet di contribuire
alla sensibilizzazione degli utenti attraverso il cosiddetto "notice &
notice", ovvero la possibilità, oggi preclusa, di invitare, in seguito
alla segnalazione del titolare dei diritti, l'utente interessato a desistere da
qualsiasi pratica di violazione del diritto d'autore.
"In Italia il diritto d'autore è ancora regolato da una legge del 1941
e, nonostante le successive modificazioni, non è mai stato affrontato in modo
organico il problema, portando l'Italia ad essere la nazione più restrittiva
d'Europa. La normativa attualmente in vigore impone agli ISP che ricevano una
segnalazione qualificata da un titolare di diritti di proprietà intellettuale
di trasmetterla alle autorità alle quali poi spetta ogni valutazione circa la
segnalazione e l'eventuale apertura di un procedimento penale. Tutto questo si
traduce in una disapplicazione del dettato della norma penale." E' la
dichiarazione di Paolo Nuti, vicepresidente e responsabile del gruppo di lavoro
AIIP sul diritto di autore, che aggiunge: "sarebbe assai più efficace
girare tali segnalazioni ai clienti interessati, ma tale pratica di "notice
& notice", in Italia sarebbe illegale in quanto di ostacolo ad una
eventuale azione penale "
© 2002-2009 Key4biz
