AIIP richiede le motivazioni
(18 apr 2006) - AIIP ha presentato una richiesta di
Accesso agli Atti di AGCOM per ottenere formalmente le motivazioni della
decisione della scorsa settimana che hanno autorizzato Telecom Italia a lanciare
Alice 20Mbps.
Secondo AIIP vi sono pochi dubbi che una eventuale avvio della
commercializzazione di questo servizio sarebbe gravemente lesivo della
concorrenza e del mercato.
Inoltre, la proposta di Telecom agli altri operatori di diventare suoi
rivenditori, approvata dalla Commissione Infrastrutture e Reti dell'Autorità
appare ad AIIP assolutamente in contrasto con le normative in vigore, ed in
particolare con la delibera 34/06 che la stessa AGCOM si era data a fine 2005 in
occasione del provvedimento sul mercato della larga banda ll'ingrosso (cd.
Mercato 12).
Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, il Presidente Calabrò ed i
commissari Mannoni e Savarese hanno votato a favore, mentre il commissario
D'Angelo si sarebbe dimesso da relatore e avrebbe votato contro.
Stefano Quintarelli, Presidente di AIIP, ha commentato:
"A fine 2005 l'AGCOM ha introdotto delle garanzie per i concorrenti, per il periodo di transizione regolamentare che dovrà portare all'offerta Bitstream.
Ora la Commissione Infrastrutture e Reti ha fornito una autorizzazione a Telecom Italia in contrasto con quelle stesse regole che AGCOM stessa si era data poco piu' di tre mesi fa.
Attendiamo di conoscere le motivazioni di questa decisione che autorizzerebbe Telecom Italia, di fatto, a degradare gli altri operatori a suoi meri rivenditori, una decisione che ci sembra possa apparire come uno schiaffo alla concorrenza.
Dopodichè studieremo tutte le eventuali iniziative per assicurare che gli operatori concorrenti siano messi in condizione di competere nel rispetto delle norme in vigore"
Da più parti viene sostenuto che la concorrenza è un bene sociale che però, anche prima delle recenti decisioni, in Italia sembra raro. Si ricorda che nell'ultimo rapporto dei Regolatori Europei (erg.eu.int), nella classifica dei paesi più concorrenziali nella larga banda in Europa, l'Italia figura al terzultimo posto (escludendo la Polonia, ove la liberalizzazione non e' ancora stata attuata).
Questo scenario contribuisce a
vanificare gli investimenti fatti dagli operatori alternativi.
Dal rapporto ISTAT sugli investimenti fatti dagli operatori di TLC (ultimi dati
dati relativi al 2003), risulta che gli operatori fino a 200 dipendenti hanno
realizzato nel corso dell'anno investimenti pari a 98000 euro; dai dati di
bilancio pubblicati risulta che nello stesso periodo gli investimenti
industriali di Telecom Italia ammontavano a 52520 Euro per addetto.
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