Banda larga: AIIP, l’inefficienza del tavolo tecnico dell’Agcom pregiudica gli interessi degli utenti e degli operatori
(06 giu 2006) - Stefano Quintarelli, Presidente di Aiip, l’associazione italiana degli
Internet provider, ha dichiarato:
Riuscire
a confrontarsi sul tema dell’accesso a banda larga all’ingrosso sta
diventando per gli operatori una pura utopia. Siamo davvero sconcertati della
paralisi dei lavori del tavolo tecnico previsto dall’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni in merito al ‘bitstream’. Questo tipo di servizio è
necessario agli operatori concorrenti e Telecom Italia si era già obbligata a
fornirlo entro il 31 dicembre 2004 assumendo tale impegno a fronte di una
riduzione delle sanzioni antitrust relative alla gara Consip.
Dopo più di un anno, nella sua delibera del 19 gennaio 2006, Agcom stabiliva
che il tavolo che avrebbe dovuto portare all’offerta bitstream, doveva
concludersi entro 60 giorni. Il tavolo fu poi convocato, è vero, a inizio
febbraio. Ma i 60 giorni sono poi passati senza che il tavolo tecnico abbia mai
prodotto ancora il primo dei documenti previsti.
Siamo rammaricati del totale disinteresse calato sul rispetto degli obblighi
regolamentari che quella stessa delibera ha imposto a Telecom Italia.
Soprattutto considerando che l’Autorità garante nelle Comunicazioni non
riesce a far mantenere gli obblighi che essa stessa determina come rilevanti per
l’apertura del mercato alla concorrenza.
Un’occasione mancata in cui si sarebbe potuto provvedere a fissare con
esattezza i limiti e gli oneri a carico di Telecom, cosa che avrebbe permesso di
tracciare un’analisi complessiva e più approfondita dell’intero mercato. Ma
tutto questo non c’è stato e, in totale disarmonia con quanto disposto dalla
Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2006, si sono prodotti i negativi effetti che
ormai sono sotto i nostri occhi. Anzitutto un evidente nocumento a chi sta
compiendo ogni sforzo per ridurre in Italia il divario digitale che attanaglia
numerose aree del nostro Paese. Ma non è da sottovalutare che mentre tutto
questo accade, l’operatore che detiene più dei ¾ del mercato ha iniziato a
proporre offerte al pubblico con l’autorizzazione di Agcom aveva stabilito
solo tre mesi prima con delibera 34/06/CONS.
Siamo convinti che con il ricorso al Giudice Amministrativo presentato da Aiip
il 12 Maggio scorso, che si discuterà il prossimo 8 giugno, alcuni di questi
effetti potranno essere sanati. Ma in attesa che il Tar si pronunci, siamo
costretti a sollecitare ancora una volta l’Autorità per porre rimedio ad ogni
comportamento anticoncorrenziale che possa pregiudicare il mercato
dell’accesso e chiudere agli operatori la possibilità di essere veramente
competitivi con i propri prodotti e non rivendendo i prodotti altrui. E’ ferma
intenzione di Aiip tutelare i propri associati contro questa degenerazione
dell’applicazione delle regole e lo farà in ogni sede opportuna.
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