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Diritto d'autore: Aiip, la direttiva europea va modificata prima dell'approvazione finale

(24 apr 2007) - Preoccupa che l'Europa abbia deciso di intervenire anche sulle materie penali. Ad inaugurare la stagione dei "reati europei", saranno gli utenti di Internet e le opere protette dal diritto d'autore
 
Dopo un primo tentativo di equiparare il privato cittadino che scarica file protetti, senza alcuno scopo di lucro, alle organizzazioni criminali che operano su larga scala, la Commissione Europea ha ora preso atto che punire allo stesso modo questo tipo di infrazioni, con sanzioni penali, sia sproporzionato oltre che inutile. La direttiva IPRED2, non ancora stata approvata in via definitiva e al vaglio del Parlamento Europeo rischia di consentire che ad individuare le ipotesi di reato siano soggetti privati: ciò che è  inaccettabile perchè non tiene conto degli altri strumenti che, in sede civile, più efficacemente potrebbero tutelare le opere protette.

Inoltre, è inaccettabile far ricadere la responsabilità di eventuali violazioni in capo ai fornitori di connettività che non possono essere gravati da un obbligo di sorveglianza, che li trasformarli in "sceriffi della Rete" e che potrebbe presentare serie di perplessità anche sotto il profilo della Privacy. Anche dopo il passaggio in Commissione JURI, residua una forte confusione sul tema a si chiede al Parlamento Europeo di porvi rimedio. Bisogna accendere subito un faro su queste problematiche, per evitare che - a giochi fatti - l'Italia sia chiamata a recepire una direttiva impopolare e profondamente sbagliata.

 

  

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