I PROVIDER ITALIANI RICORRONO AL TAR CONTRO L’ANTITRUST
(30 nov 2007) -
I PROVIDER ITALIANI RICORRONO AL TAR CONTRO L’ANTITRUST PER OTTENERE PIU’
CONCORRENZA NEL MERCATO DEI SERVIZI MOBILI E CONVERGENTI
Una corretta apertura dei servizi all’ingrosso su rete mobile è l’unica via
per aprire le comunicazioni convergenti alla concorrenza degli operatori di rete
fissa.
Roma - Solo poche settimane fa AIIP aveva promosso una petizione popolare
nei confronti della Commissione UE che stava inopinatamente decidendo di
deregolamentare la telefonia mobile. L’azione ha fatto sì che la gestione del
problema, da Bruxelles tornasse in Italia, ed è qui che oggi è necessario agire
contro le distorsioni. La principale tra queste è che l’Antitrust non ha
correttamente accertato le condotte anticompetitive con le quali gli operatori
mobili hanno precluso l’ingresso dei concorrenti nell’offerta di servizi di
comunicazioni convergenti, mantenendo assai ristretta la cerchia dei fornitori
di tali servizi.
Secondo Gianmarco Carnovale, Consigliere AIIP responsabile del
settore mobile, il quadro è gravemente preoccupante: “le Autorità sono
chiamate a regolare, prevenire condotte anticoncorrenziali, notificare gli
operatori detentori di significativo potere di mercato, tutelare i consumatori,
sanzionare gli abusi; con l’ingresso degli operatori mobili nel mercato del
fisso è importante che agiscano altrimenti gli operatori fissi saranno tagliati
fuori dalla convergenza, licenzieranno personale e chiuderanno, mentre i quattro
del mobile diverranno i quattro del fisso-mobile a danno dei consumatori,
giacché una ridotta concorrenza produce sempre prezzi assai superiori ai
relativi costi”. “L’Italia” prosegue Carnovale “ha urgentemente
bisogno di una regolamentazione del mercato che obblighi gli operatori mobili a
stipulare accordi da MVNO, e a terminare e raccogliere traffico dalle reti
mobili a prezzi basati sui costi, simmetricamente alle regole che consentono ai
mobili di entrare nel mercato del fisso. L’apertura ad alcuni soggetti è solo
fumo negli occhi per l’opinione pubblica: si fa credere che sul mercato siano
entrati finalmente degli operatori virtuali, quando invece sono tutti
rivenditori dei servizi degli operatori con cui si accordano, ed a cui sono
legati per scelte tecnologiche e tariffarie. La realtà è che in Italia non
esiste un solo vero MVNO nonostante si legga ovunque il contrario, e siamo
l’unico paese UE ancora in questa condizione”.
Per queste ragioni, AIIP ha deciso di ricorrere contro tutti i provvedimenti che
stanno causando una grave riduzione della concorrenza e l’esclusione degli
operatori fissi dal mercato dei servizi convergenti.
Il ricorso al TAR contro l’autorizzazione dell’Autorità per le
Comunicazioni ai servizi convergenti fisso-mobile è necessario per aprire il
mercato solo dopo una corretta regolamentazione dei mercati dei servizi
all’ingrosso, di raccolta e di terminazione, su rete mobile (cd. mercati 15 e
16). In difetto, ci sarà il dupolio nei servizi convergenti.
Inoltre AIIP ha ritenuto di dover supportare anche il ricorso di Eutelia
contro l’accoglimento degli impegni di Vodafone che l’hanno esclusa dal
procedimento Antitrust contro gli operatori mobili, pur non avendo sanato gli
effetti delle condotte illecite.
Ma soprattutto, AIIP ha ritenuto fondamentale ricorrere contro il provvedimento
finale dell’Autorità Antitrust nel caso A357 che non ha riconosciuto la
dominanza congiunta degli operatori mobili nel mercato della telefonia
cellulare. In Spagna, lo scorso anno è stata riconosciuta la dominanza congiunta
degli operatori mobili ed il mercato si è aperto agli operatori virtuali (MVNO).
In Italia una situazione identica non solo non viene sanzionata ma ne viene
perfino negata la sussistenza.
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