TLC; Europa: AIIP, nessun oligopolio per la nuova rete
(25 set 2007) -
AIIP è molto sorpresa dalle dichiarazioni riportate da alcuni organi di
stampa, tra cui il Financial Times, secondo le quali Neelie Kroes, Commissario
Europeo per la Concorrenza, avrebbe espresso la propria contrarietà alla
proposta di promuovere la separazione funzionale delle reti di
telecomunicazioni, sostenuta da Viviane Reding, Commissario Europeo per la
Società dell’Informazione.
Secondo tali indiscrezioni, Neelie Kroes considererebbe la separazione
funzionale “incapace di prevenire la discriminazione a danno degli operatori
alternativi” e dannosa perché “rischia di nuocere agli investimenti di un
settore cruciale per la competitività europea. In particolare potrebbe
scoraggiare gli investimenti nei network della prossima generazione”
Secondo AIIP, invece, la separazione della rete resta una misura decisamente
necessaria - anche se non sufficiente - per impedire agli ex monopolisti di
riprendere l’assoluto controllo del mercato delle Telecomunicazioni e di
espandere tale controllo anche ai contenuti, e quindi all’informazione e ai
servizi.
“L’esperienza della telefonia mobile” - ha dichiarato il Presidente di
AIIP, Marco Fiorentino - “dimostra chiaramente che dietro al
paravento di una concorrenza solo apparente, si nasconde in realtà un
oligopolio, in cui solamente quattro operatori possono controllare efficacemente
il mercato dei contenuti e quello dei servizi, avvantaggiandosi di extraprofitti
vertiginosi che danneggiano la concorrenza sul mercato. Tutto questo si traduce
in un grave ritardo per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico e quindi in un
danno per gli utenti finali. Sarebbe drammatico se, sotto l’eventuale minaccia
di un blocco degli investimenti sulle reti di prossima generazione da parte di
alcuni ex monopolisti europei, tra cui Deutsche Telekom e Telefonica, la
Commissione Europea decidesse di consegnare a pochi operatori il totale
controllo delle nuove reti. Il pericolo di un oligopolio come questo è da
scongiurare perché annullerebbe la concorrenza sui nuovi servizi e avrebbe
riflessi perfino sulla liberta di espressione e di informazione.”
“Non c’è dubbio” - prosegue Fiorentino - “che chi non accetta
di investire in presenza di vincoli regolamentari volti ad assicurare il
corretto pluralismo dei servizi, la libertà di espressione e di informazione,
ammette di fatto, di volerne esercitare il controllo. In tal caso, l'unica,
estrema, soluzione sarebbe proprio il ritorno allo statalismo, con il monopolio
pubblico delle reti di telecomunicazione, perché rimane comunque sempre
preferibile ad un monopolio privato”.
L’Associazione dei Provider Italiani considera dunque necessaria la separazione
strutturale e accoglie la ‘proposta Reding’ di separazione funzionale, come un
primo indispensabile passo avanti verso un corretto quadro competitivo.
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