AIIP commenta la nuova offerta Bistream
(10 gen 2008) -
AIIP COMMENTA LA NUOVA OFFERTA BITSTREAM. BUONI GLI SFORZI DELL’AUTORITA’.
VERIFICARE SUBITO L’ORIENTAMENTO AL COSTO DEI NUOVI PREZZI ALL’INGROSSO
Roma - La Delibera AGCom n. 133/07/CIR del 21 dicembre 2007 ha
migliorato l’offerta all’ingrosso di Telecom Italia relativa al servizio
Bistream – commenta AIIP, l’Associazione Italiana degli Internet Provider.
AIIP apprezza molto gli sforzi compiuti dai Commissari e dalla struttura
dell’Autorità, soprattutto in relazione all’applicazione di metodologie
alternative per il calcolo dei costi.
In ragione di quanto espresso dalla stessa Autorità nella delibera richiamata,
AIIP ritiene che residui ancora una differenza importante fra i prezzi ed i
costi e per queste ragioni, confida che nella prossima revisione dell'offerta di
riferimento, prevista per il 2008, si arrivi al vero orientamento al costo, così
come giustamente sancito dall'Autorità stessa, come rimedio per far fronte alla
dominanza di Telecom Italia.
Inoltre, AIIP segnala la presenza di numerose ed importanti criticità anche
nelle modalità tecniche e commerciali dell'offerta (ad es. per la rete ATM:
SHDSL e i profili a consumo; per la rete Ethernet: la gestione della Qualità del
Servizio e l’implementazione del Multicast).
"Il punto non è di quanto siano scesi i prezzi all'ingrosso, ma se e di
quanto essi siano superiori ai reali costi" – ha dichiarato Marco
Fiorentino, presidente di AIIP. "Con il servizio bitstream la
regolamentazione a priori viene indebolita, ed il principale baluardo contro il
potere dell'operatore dominante è che ci sia un reale orientamento al costo
dell'offerta all'ingrosso. AIIP quindi, vuole lanciare un campanello d'allarme
– continua Fiorentino – E’ importante che la revisione
dell'offerta per il 2008 orienti strettamente i prezzi ai costi del servizio
perché in caso contrario, si penalizzerebbe lo sviluppo della larga banda in
Italia e della stessa IPTV. Senza contare che vi sarebbe un’inferiore discesa
dei prezzi al pubblico rispetto a quella necessaria, e che per questi motivi la
quota di mercato dell'operatore dominante, che già oggi non ha pari nei Paesi
europei più sviluppati, aumenterebbe anzichè diminuire. Tutto ciò costringerebbe
ancora una volta gli operatori alternativi a continuare ad investire in nuove
infrastrutture parallele a quelle già esistenti nelle zone ricche, invece di
investire nelle zone di digital divide".
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