AIIP esprime forti preoccupazioni per le richieste di Telecom Italia a latere della presentazione dei propri impegni ad AGCOM. NO a concessioni regolatorie, SI ad includere la NGN in Open Access
(27 giu 2008) -
AIIP ha forti preoccupazioni riguardo le richieste che Telecom Italia avrebbe
espresso ad AGCOM in occasione della presentazione del 19 giugno u.s. circa i
propri impegni relativi ad Open Access.
Roma – E’ indispensabile che non si torni indietro di anni nella
regolamentazione, come pare Telecom Italia abbia suggerito ad AGCOM,
chiedendo di eliminare gli attuali obblighi di fornire l’offerta all’ingrosso
Bitstream su tutto il territorio nazionale, nonché di non sottostare più ai
controlli di replicabilità ex ante per le proprie offerte al dettaglio relative
ai servizi a larga banda. Anzi, AIIP ritiene fondamentale che tali obblighi non
solo rimangano in essere, ma che siano estesi anche alla futura NGN che pare
essere addirittura esclusa da Open Access.
Commenta Marco Fiorentino, presidente di AIIP: “Riteniamo
impensabile rinnegare anni di regolamentazione dell'offerta Bitstream a fronte
dell' impegno di garantire la parità di accesso alla rete che Telecom avrebbe
dovuto già assicurare. Un tale passo indietro sarebbe ancor più ingiustificato a
fronte della quota di mercato di Telecom Italia nella larga banda, che non ha
pari nei maggiori paesi europei, ed anacronistico, in un paese che, a differenza
dell'Inghilterra, non ha una rete capillare di TV via cavo. Ma soprattutto
riteniamo che non si possa arretrare la regolamentazione wholesale a fronte di
impegni di Telecom Itala volti a garantire la parità di trattamento e la non
discriminazione già sono dovuti, cosa che peraltro implica l’ammissione della
stessa Telecom Italia di un comportamento non ottemperante alle regole stabilite
da AGCOM".
AIIP preoccupata lamenta, anche altresì, l’apparente non inclusione della NGN in
Open Access. A riguardo, AIIP evidenzia come i maggiori enti regolamentari
Europei, da ERG, a DG InfoSoc della Reding, a OCSE,
riconoscano per la NGN, ancor più che per l’attuale rete, la necessità di
un’offerta Bitstream. Infatti questi enti ritengono che la NGN sia un monopolio
naturale, in altre parole che in ogni zona vi sarà una sola NGN, per cui diventa
ancora più imperativo che chi realizza la NGN sia separato da chi offra servizi,
e che quest’ ultimi abbiano accesso alla rete a alle medesime condizioni di chi
realizza le rete.
Su questo tema AIIP auspica che le istituzioni riconoscano la necessità di
regolare la NGN come qualsiasi altra utility, cioè garantendo un congruo ritorno
di capitale in modo da attrarre i necessari investimenti, ed allo stesso tempo
stabilendo già da adesso l’obbligo di accesso Bitstream a condizioni
fattivamente concorrenziali per tutti i fornitori di servizi, a prezzi
determinati proprio sulla base dei ritorno al capitale, senza cedere ad alcuna
richiesta di sconto regolatorio.
Se Telecom Italia ritenesse lo sconto regolatorio irrinunciabile, vi sarebbero
sicuramente altri investitori pronti a fornire i capitali per la NGN a fronte di
un ritorno al capitale assicurato senza condizionare gli investimenti ad alcun
sconto regolatorio.
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