Ricerca Accenture-Safe: Nucleare, Italia in linea con benchmark regolatori internazionali
(03 mar 2010) -
Con l’approvazione della Legge “Sviluppo” del luglio 2009 e il successivo
decreto legislativo del febbraio 2010 sono state poste le basi per avviare il
“ritorno” dell’Italia alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare e
definiti i criteri e le procedure per la localizzazione, la realizzazione e
l’esercizio nel territorio degli impianti nucleari.
Accenture e Safe hanno condotto uno studio su “la disciplina della
generazione elettrica nucleare”, presentato oggi a Roma presso la sede del
Gestore dei Servizi Energetici in occasione del convegno “Nucleare in Italia: i
modelli per lo sviluppo”. L’obiettivo dello studio è quello di fornire una
panoramica del contesto internazionale e del quadro regolatorio di quattro Paesi
ritenuti rappresentativi in tema di generazione elettrica da fonte nucleare:
USA, Germania, Francia e Spagna.
Dall’analisi emerge come il nuovo quadro normativo italiano per il nucleare sia
in linea con le principali caratteristiche delle altre nazioni, in particolare
sono stati recepiti elementi di rilievo quali:
Autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari,
previa certificazione del sito, un modello definito “combinato” e adottato in
particolare dagli USA;
Licenze per l’esercizio dell’impianto con durata temporale limitata (variante
tra 10 e 40 anni) un elemento comune alle normative in vigore nei vari paesi, ma
con delle interessanti evoluzioni, tuttora in corso, grazie al miglioramento
delle tecniche di manutenzione e delle attività di esercizio, volte ad aumentare
la vita dell’impianto garantendo al contempo elevati standard di qualità e
sicurezza;
Gestione delle scorie, e stoccaggio definitivo, affidato a enti e società
statali. In questo campo, la comparazione evidenzia alcune differenze rispetto
alle politiche per lo stoccaggio temporaneo con un approccio di responsabilità
finale a carico dell’operatore per alcune realtà (Germania, USA), piuttosto che
con gestione centrale da parte degli enti nazionali (per esempio ENRESA per la
Spagna). Nel caso italiano infine la gestione delle scorie è affidata
all’operatore per la parte di stoccaggio temporaneo, mentre spetta alla Sogin
sia il deposito definitivo presso il Parco Tecnologico che le attività di
smantellamento;
Misure compensative verso le popolazioni locali riconosciute in fase di
costruzione ed esercizio.
Le recenti modifiche normative operate da tutti i paesi del panel e le nuove
tecnologie adottate dalle centrali nucleari di terza generazione determinano gli
elementi chiave che gli operatori dovranno garantire : sicurezza, minimizzazione
dell’impatto ambientale e sostenibilità economica dell’investimento. La
valutazione di questo rapporto rischi/benefici rappresenta oggi lo snodo della
fattibilità nucleare.
“Secondo la nostra analisi – dichiara Claudio Arcudi, Managing Partner di
Accenture Responsabile del settore Utilities Italia - due sono in particolare le
leve sulle quali i leader dell’industria nucleare stanno affrontando ed
elaborando con successo le proprie strategie e sulle quali ispirarsi per fondare
il modello italiano: l’interoperabilità tra i diversi soggetti in campo e la
standardizzazione degli impianti”.
L’interoperabilità ha l’obiettivo di massimizzare l’efficacia delle interazioni
tra i vari attori (costruttori, operatori, autorità di sicurezza), cercando di
mantenere un chiaro, trasparente e rapido flusso informativo, un elemento
necessario per garantire il rispetto delle tempistiche e dei costi pianificati.
La standardizzazione, ovvero la costruzione in serie di impianti con le stesse
caratteristiche, adottata in particolare da Francia e Usa, consente
all’operatore non solo di ridurre i costi associati alle licenze e alla
costruzione ma anche le spese sostenute per la gestione e le attività di
esercizio dell’impianto e di smaltimento.
“Il quadro normativo proposto per il caso italiano, il successo della sua
attuazione non può prescindere dall’utilizzo di tale approccio e dalla velocità
con cui il paese e le istituzioni sapranno rapportarlo alla realtà economica e
industriale del nostro paese” conclude Arcudi.
"Si sente forte l’esigenza di assicurare che le scelte sul nucleare vengano
fatte in base ad informazioni chiare, obiettive ed oneste calandosi nel contesto
sociale, economico e ambientale del Sistema Paese” – dichiara Raffaele Chiulli,
Presidente Safe – “Non bisogna trascurare le concrete difficoltà che il nostro
Paese si troverà ad affrontare perché, rimettere in piedi un settore che ancora
non si è finito di smantellare, ripristinare i livelli di esperienza tecnica, le
dimensioni e le competenze industriali necessarie non sarà né facile né
gratuito. Tuttavia - continua Chiulli - al di là delle difficoltà di carattere
tecnologico e di consenso, esiste in Italia un ulteriore ostacolo, ovvero la
mancanza di una politica energetica condivisa, coerente e duratura nel tempo.
Questa mancanza genera difficoltà nella realizzazione di infrastrutture e
impianti, influenzandone in maniera significativa la convenienza economica e
influendo sulle scelte di investimento degli operatori. Auspichiamo che Safe
possa contribuire alla creazione di un’opinione informata rispetto ad un tema
così complesso e delicato."
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