Addio ai boschi di antenne, le reti mobili cambiano: arriva 'LightRadio'
(07 feb 2011) - La
prospettiva di un maxi-ingorgo su scala globale delle reti di comunicazione
mobili, ‘schiacciate’ dall’esplosione del traffico dati e dalle nuove
applicazioni, potrà essere evitata grazie all’ingresso annunciato oggi di una
innovativa tecnologia che promette di rimuovere i colli di bottiglia che stanno
affliggendo le reti mobili e di contribuire a realizzare una copertura
universale dei servizi a banda larga.
Alcatel-Lucent ha stretto un’alleanza con aziende tecnologiche leader per
sviluppare il sistema lightRadio, che segna la fine della
dipendenza delle reti dall’accoppiata fatta di stazioni base e di tralicci
carichi di antenne che oggi sono presenti in ogni angolo del mondo.
“Le richieste attuali e quelle future di copertura e capacità delle reti
impongono un cambio di marcia nelle comunicazioni mobili”, ha affermato
Ben Verwaayen, Chief Executive Officer di Alcatel-Lucent. “lightRadio
segna la fine del sistema fatto di stazioni base e torri in ogni cella così come
lo conosciamo oggi”.
I nuovi sviluppi tecnologici lanciano un segnale fortemente atteso anche da Enti
governativi, pubbliche autorità e organismi regolatori per il contributo che ne
deriva in termini di accesso universale alla banda larga, ponendo le basi per
fronteggiare con successo i temi del “digital divide”, rispondendo anche alle
esigenze di rispetto dell’ambiente.
Tra i vantaggi di lightRadio sono inoltre:
• una riduzione delle emissioni di CO2 delle reti mobili di oltre il 50% grazie
alla riduzione dei consumi
• la riduzione dei costi operativi per gli operatori fino al 50%
• miglioramenti del servizio agli utenti aumentando significativamente la banda
disponibile all’utente, grazie alla diffusione di piccole antenne a basso
consumo.
Wim Sweldens, President della Divisione Wireless di Alcatel-Lucent ha
aggiunto: “lightRadio aiuterà gli operatori mobili a far evolvere le loro
reti per affrontare l’esplosione del traffico”.
Antenne piccolissime e a basso consumo
lightRadio introduce un nuovo approccio in cui la stazione radio base,
tipicamente collocata alla base di ogni torre al centro di una “cella” viene
scomposta nei suoi diversi elementi, che vengono distribuiti in parte entro
l’antenna, che viene miniaturizzata, e attraverso la rete in una modalità “cloud”.
Freescale, per la componentistica elettronica (in particolare il “System on
Chip” dell’antenna) e HP per gli aspetti di virtualizzazione / elaborazione in
modalità “tipo-cloud” sulla rete sono tra i partner di Alcatel-Lucent.
lightRadio permette anche di ridurre considerevolmente l’attuale affollamento di
antenne al servizio delle reti 2G, 3G e delle prossime 4G/LTE concentrandole in
una singola antenna modulare progettata dai Bell Labs, l’organizzazione di
ricerca di Alcatel-Lucent che ha all’attivo 7 Premi Nobel per la fisica. La
singola antenna, multistandard e multifrequenza, viene infatti concentrata in un
modulo nella forma di un cubo di soli 6 cm, ciascuno dei quali può operare con
due frequenze, facilitando la disposizione, in modo quasi invisibile, anche su
strutture esistenti, come pali d’illimunazione, pareti di edifici e ovunque
siano disponibili un collegamento elettrico e una connessione a banda larga.
Quest’innovazione giunge nel momento in cui il settore deve affrontare la
crescita di traffico e quindi di infrastrutture per le reti di terza e quarta
generazione. Il mercato per le soluzioni radio multi tecnologia – ovvero
stazioni radio base che supportano contemporaneamente 2G, 3G e LTE e frequenze
multiple sulla stessa piattaforma - è valutato in oltre 100 miliardi di euro nei
prossimi sette anni.
Alcatel-Lucent ha annunciato le specifiche tecniche di lightRadio e la roadmap
di lancio dei prodotti connessi nel corso di una conferenza oggi a Londra. Per
informazioni si veda il sito
www.alcatel-lucent.com/lightradio, dove è disponibile anche una webcast
dell’annuncio.
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