Un calendario fatto con il Cuore
(19 dic 2007) -
Avaya supporta l’associazione Cuore nella realizzazione del calendario 2008
Milano – Per il nuovo anno Avaya, leader mondiale nelle applicazioni, nel
software e nei sistemi per le comunicazioni business, ha promosso un’iniziativa
che nasce dal desiderio di realizzare un’opera benefica: la produzione di
calendari la cui vendita aiuterà a finanziare i progetti promossi da Cuore,
un'Associazione di volontariato senza fini di lucro che opera fattivamente e con
continuità per la tutela dell'infanzia abbandonata in ogni parte del mondo.
Anche i calendari possono far beneficenza, dunque. Autore del reportage
fotografico è Ottorino Passariello, che con i suoi scatti ha immortalato
i visi dei bambini abbandonati: un affresco impalpabile di un mondo nel quale
regnano silenzio e dignità, sguardi e sorrisi autentici che rapiscono l'anima
del lettore per la forza e l’intensità del messaggio.
“È con gioia che Avaya ha contribuito al progetto promosso dall’associazione
Cuore – ha commentato Gianluca Attura, Amministratore Delegato di
Avaya Italia – Quest’iniziativa aiuterà a donare un sorriso sia a chi riceve
il calendario sia alle persone meno fortunate destinatarie della raccolta dei
fondi”.
I fondi raccolti contribuiranno alla realizzazione del progetto “Una mano
lava l’altra” che in Congo significa “una mano aiuta l’altra”: verrà creata
la casa famiglia “Marisa” per l’accoglienza, la sussistenza e l’assistenza
sanitaria a bambini orfani di guerra; supportato il programma di
alfabetizzazione delle donne, già in fase di attuazione e verranno sviluppate
attività lavorative per le famiglie bisognose.
Cuore raccoglie fondi con lo scopo di alleviare la sofferenza e i disagi dei
tanti, troppi bambini senza famiglia. “Vogliamo esprimere ancora una volta la
nostra gratitudine verso chi – con l’acquisto di un calendario – ci dà la
possibilità di aiutare i bambini che vivono gravi condizioni di abbandono come
quelli del Congo, vittime della guerra che vorremmo cercare di strappare alla
morte” ha commentato Adriana Ferrante, Presidente dell’Associazione
Cuore.
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