Relazione CNIPA 2006: PA 'divenuta più efficiente, ma bisogna mettere in sicurezza l’apparato pubblico'
(04 lug 2007) - La pubblica amministrazione italiana è diventata più efficiente grazie all’innovazione digitale, ma ora è assolutamente necessario mettere in sicurezza l’apparato pubblico. «La più grande azienda italiana ha infatti compiuto notevoli progressi sulla strada della modernizzazione tecnologica per essere più accessibile ed efficiente per il Sistema Paese; ma emerge forte la necessità di una riflessione sull’affidabilità complessiva del suo sistema informatico, che presenta dei rischi».
A
porre l’esigenza di ‘mettere in sicurezza’ l’apparato pubblico è stato Livio
Zoffoli, presidente del CNIPA, il
Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione,
nell’annuale relazione sul processo di trasformazione digitale nel 2006 della
burocrazia pubblica.
Presenti
il ministro Luigi Nicolais e il
sottosegretario sen. Beatrice Magnolfi,
i rappresentanti delle istituzioni, delle PA, centrali e locali, e delle imprese
di settore, tracciando luci ed ombre del complesso processo in atto, Livio
Zoffoli ha ricordato che «l’informatizzazione
della Pubblica amministrazione ha fatto passi
da gigante, tanto che, secondo una recente rilevazione dell’ISTAT, l’Italia
si colloca ben sopra la media europea in materia di disponibilità di servizi
pubblici in rete, con una crescita di
9 punti in due anni, mentre l’offerta si presenta ancora disomogenea in
termini di qualità e completezza».
Ma
ha anche sottolineato che «lo sviluppo di questi sistemi è stato
caratterizzato negli anni da approcci
differenti, generalmente autonomi nelle scelte e nelle modalità di
realizzazione. Ogni amministrazione, talvolta ogni settore o ogni dipartimento,
ha privilegiato la ricerca di una risposta, quale che sia, alle pressanti
esigenze di miglioramento rispetto alla necessità di una visione prospettica.
È stato uno sviluppo addirittura
impetuoso, almeno in alcune fasi, che ha costruito molti sistemi, non mettendo però in atto,
se non in casi molto specifici, i
necessari elementi di robustezza e stabilità».
Da
questo panorama così variegato, ha aggiunto Zoffoli, «scaturisce la necessità di una riflessione a tutto campo sulla
affidabilità complessiva del sistema informatico pubblico, un sistema di cui
non si può fare più a meno e che, anzi, rappresenta il principale strumento
abilitante per l'ammodernamento della pubblica amministrazione e, quindi, per lo
sviluppo del Paese».
Dal
censimento dei sistemi elaborativi dell'amministrazione centrale emerge la
presenza di 1.033 differenti CED, i
centri di elaborazione dati, con 31
mainframe e 9.600 server applicativi,
che occupano uno spazio di 60.000 mq,
l’equivalente di 10 campi di calcio,
che richiedono il presidio di 7.300
addetti e che costano 450 milioni di
€ all’anno. Come è intuitivo, questi centri di calcolo presentano
situazioni molto diverse e spesso carenti
in termini di qualità ed economicità di gestione, sicurezza, resilienza
rispetto a malfunzionamenti o eventi disastrosi.
Insomma,
ha sottolineato Zoffoli, «si tratta di una situazione che presenta dei rischi, di cui è opportuno avere piena coscienza per
poterli affrontare e risolvere. Occorre quindi ‘mettere in sicurezza’ il
sistema informatico pubblico italiano. Gli aspetti da considerare sono
molteplici e vanno dalla razionalizzazione
delle infrastrutture di calcolo, alla gestione
sicura e consapevole dei dati,
alla qualificazione del personale
preposto, alla gestione operativa delle
applicazioni, alla continuità di
servizio e alla sua qualità,
alla stabilità dei finanziamenti per
le infrastrutture comuni. La razionalizzazione delle infrastrutture significa
anche consolidare in un numero limitato
di sedi l’insieme della potenza elaborativa necessaria, costruendo centri
caratterizzati da superiore robustezza fisica, tecnologica e organizzativa e,
nello stesso tempo, capaci di condurre ad
elevate economie di scala».
Il
presidente del CNIPA ha quindi affermato che «non è certo garantita la continuità quando ogni anno è necessario
cercare la copertura finanziaria per il funzionamento di infrastrutture comuni
su cui poggia l’intero sistema. Costruire
un sistema informatico pubblico con un adeguato grado di sicurezza, continuità
e affidabilità è una sfida ambiziosa, difficile e che richiede tempi non brevi».
A
riprova della validità di questo monito sulla sicurezza, Zoffoli ha citato come
esempio «l’SPC, il Sistema
Pubblico di Connettività, ossia la rete
telematica unitaria, che ha normalizzato l’architettura dei sistemi di
telecomunicazione e tenuto sotto controllo i costi, con un risparmio di circa il
50% sui canoni per la sola connettività nel periodo di esercizio (dai
130 milioni del 2005 ai 65 del 2006). Il passaggio all’SPC, progettato in
modo unitario, porta ad uno sviluppo più organico, ad una reale concorrenza fra
i provider, alla realizzazione di sistemi di interoperabilità e cooperazione
applicativa di assoluta avanguardia, alla disponibilità di servizi integrati (VoIP,
videoconferenza, messaggistica, mobile)
con rilevanti risparmi per le
amministrazioni ed elevati standard
di sicurezza».
Per
quanto riguarda la modernizzazione
della PA, si rilevano progressi
nei servizi erogati e nella crescita
delle infrastrutture, nonostante un’ulteriore riduzione della spesa per
beni e servizi ICT (2,137 miliardi di € del 2006 contro i 2,211 del 2005).
I
servizi a imprese e cittadini
in rete crescono dell’11%, con un
totale di 260 milioni di transazioni on
line nel 2006. Le procedure di identificazione, dove richieste, sono ancora
però per la quasi totalità di tipo tradizionale. Il numero dei siti
delle amministrazioni sale in modo
fisiologico del 7% arrivando a 1.026 e le visite ai siti crescono
del 10%, per 336 milioni.
L’introduzione
del cedolino elettronico, oltre un
milione, soprattutto nel mondo della
scuola, consente rilevanti risparmi di spesa per stampa e spedizione rispetto al
cedolino tradizionale.
Continua
a crescere l’uso della posta
elettronica per numero di utenti e messaggi scambiati. Il fenomeno nuovo
è l’avvio della PEC-Posta
Elettronica Certificata (ossia la raccomandata
elettronica). A fine 2006 erano 15
i fornitori di servizi di PEC abilitati,
200 mila caselle postali, di cui 20 mila intestate ad uffici pubblici.
Le
postazioni di lavoro sono 552
mila, il 3% in più rispetto al 2005. Una copertura quasi totale; 4
su 5 sono collegate in rete locale, 2 su 3 con connessioni in
banda larga a Internet.
Aumenta
l’utilizzo di soluzioni open source e il riuso
del software si sta diffondendo, se pur lentamente; come pure numero,
dimensioni e grado di accessibilità
dall’esterno di basi di dati.
Gli
addetti ICT (circa 25,7 mila) sono invariati
rispetto al 2005. La conoscenza
effettiva degli strumenti informatici di base è maggiormente diffusa, anche se
formalmente non certificata. Molte PA suppliscono alle carenze di personale
informatico qualificato con risorse professionali esterne.
I
tagli imposti dalla
Finanziaria 2006 sono la principale
causa della riduzione del 4,8% della
spesa per l'acquisto di beni
Il
CNIPA ha realizzato Portali
settoriali per costituire un punto
unitario di accesso a informazioni e servizi erogati dalla PA centrale e
locale, di utilizzo semplice e organizzato secondo le esigenze di navigazione
dei vari utenti. Il Portale del Cittadino, appena
riprogettato, ha visto la crescita dell’offerta (3 mila siti e portali censiti,
oltre 10 mila pagine reindirizzate) e
dell’utilizzo: 300 mila visitatori al
mese, in media 10 mila al dì. Il
Portale delle Imprese consente l’accesso rapido ed agevole a
servizi e informazioni disponibili nei numerosi siti delle amministrazioni
centrali e locali. La reale semplificazione sta nella offerta di servizi
integrati, con un approccio orientato all’utente. Sono stati già attivati 45 servizi, che saranno 80
entro fine 2007. Attraverso la cooperazione tra 20 amministrazioni si erogano servizi nei più svariati settori: prevenzione
incendi, produzione alimentare, controllo
merci e mezzi di trasporto, denuncia
di infortunio, ecc. Il Portale
Normeinrete, realizzato con il Ministero della Giustizia, fornisce un
servizio di accesso unitario alla normativa comunitaria, statale e regionale con
circa 200.000 documenti pubblicati
sui siti istituzionali di oltre 40
amministrazioni. Le oltre 150.000
ricerche al mese, in media almeno
5 mila al giorno, dimostrano
l’utilità del servizio.
«Alla
ricchezza di dati in rete offerti dalla PA non
sempre corrisponde, però, una
qualità adeguata delle informazioni in termini di chiarezza
espositiva, facilità di accesso
e frequenza di aggiornamento. Occorre
migliorare tali aspetti se si vuole fornire reale utilità ai cittadini e alle
imprese», ha detto il presidente del CNIPA, ribadendo poi «l’urgenza di
affrontare con determinazione il nodo delle modalità di pagamento in rete verso
le PA. Stiamo lavorando a nuove soluzioni di pagamento anche tramite il telefono cellulare». Il presidente del
CNIPA ha posto in evidenza uno dei principali compiti istituzionali: i pareri
obbligatori sugli schemi di contratto per progetti informatici. Il CNIPA
in totale autonomia valuta la loro congruità
strategica, tecnica e economica per migliorare la qualità della domanda pubblica
nell’ICT. Nel 2006 sono state presentate 220
richieste di parere, per una
spesa complessiva di oltre due
miliardi di €. L’azione del CNIPA ha determinato un risparmio
di circa 200 milioni di €, che si
aggiungono all’oltre mezzo miliardo
di € del triennio precedente.
Zoffoli
si è soffermato su due aspetti di grande importanza, l’accessibilità e la firma
digitale, rispetto ai quali il nostro Paese ha la leadership in Europa. Anche
nel 2006 è continuato l’impegno per superare il digital
divide con una reale inclusione
delle categorie deboli nella Società dell’Informazione. Il CNIPA ha
contribuito all’emanazione di una normativa nazionale di assoluta avanguardia,
vista da molti Paesi e dalla UE come modello
cui ispirarsi.
Per
quanto riguarda la firma
digitale,
a fine 2006 risultavano distribuiti in Italia oltre
3 milioni di dispositivi,
un incremento del 30%
rispetto al 2005. Secondo il presidente del CNIPA «nella PA la firma digitale
è però un tema su cui permangono resistenze
e conservatorismi
nei comportamenti
quotidiani.
Stiamo
operando per agevolarne la diffusione e l’utilizzo con il Mandato Informatico di Pagamento,
l’e‑Procurement,
il Processo Civile Telematico e, in
fase di avviamento,
Una
grande novità è l’SPC-Sistema
Pubblico di Connettività, «la
più grande infrastruttura telematica pubblica in Europa, che non
è più un’idea progettuale, ma una realtà in via operativa. Molte PA,
università, enti di ricerca, imprese e associazioni di categorie hanno
collaborato alla sua realizzazione, consapevoli di partecipare ad un grande
progetto»,
ha affermato Zoffoli ricordando poi che «la sua governance
è stata definita dal Codice della
Amministrazione Digitale. Per i servizi di trasporto
telematico dati, ben 56 PA centrali
hanno definito le loro esigenze e sottoscritto i contratti attuativi. I collaudi
dei 700 servizi sono in fase
conclusiva. La migrazione dalla preesistente Rete Unitaria (RUPA) si concluderà
come previsto entro novembre». Con
il supporto del CNIPA, le Regioni stanno ultimando le modalità
tecnico-organizzative di connessione fra le infrastrutture territoriali e
nazionali. Anche
La
diffusione e l’uso dei sistemi di protocollo
informatico e gestione
documentale mettono in evidenza ancora significativi ritardi: solo il 43%
delle amministrazioni ha raggiunto un tasso
adeguato di diffusione del protocollo. «É necessaria una svolta decisa per non rimandare ulteriormente
l’effettivo passaggio ai sistemi informatizzati», ha ammonito Zoffoli. A
questo riguardo ha ricordato il disegno di legge del ministro Nicolais,
all’esame del Parlamento, che per la nomina a commissario ad
acta del responsabile dei sistemi informativi qualora le amministrazioni non
provvedano agli adempimenti di legge del protocollo informatico. «È
un’iniziativa forte per accelerare la trasformazione della macchina
amministrativa», ha commentato. Per sostenere le amministrazioni, il CNIPA ha
già assicurato la possibilità di utilizzare il protocollo informatico in
modalità ASP (Application on Service
Provider). A fine 2006 31 amministrazioni
hanno aderito al progetto, per un totale di oltre
9 mila utenti, di cui 1.600 abilitati
anche alla gestione documentale, con circa 4,5 milioni di registrazioni di protocollo. È una soluzione
che consente di partire in tempi ridotti e senza particolari investimenti.
Altro
tema al centro di molte aspettative è la dematerializzazione
della documentazione cartacea, una delle linee di azione del Governo
maggiormente significative ai fini della riduzione
della spesa pubblica e l’aumento di efficienza delle risorse. La sola
carta stampata annualmente negli uffici pubblici e privati del nostro Paese e cestinata
entro la prima ora supera i 50
miliardi di pagine, uno spreco valutabile in quasi un
miliardo di € e in almeno un
milione di alberi. Il CNIPA ha contribuito alla definizione di soluzioni
tecniche e normative dando un significativo supporto alla Commissione
interministeriale costituita dal ministro Nicolais. Si stima che le
amministrazioni centrali si scambino annualmente 100
milioni di documenti, di cui 20
milioni per raccomandata. Il solo onere delle spese postali è di oltre
160 milioni di €, pressoché interamente risparmiabili con
Il
presidente del CNIPA ha posto in evidenza uno dei principali compiti
istituzionali: i pareri obbligatori
sugli schemi di contratto per progetti informatici. Il CNIPA in totale
autonomia valuta la loro congruità
strategica, tecnica e economica
per migliorare la qualità della domanda pubblica nell’ICT. Nel 2006 sono
state presentate 220 richieste di parere, per una spesa complessiva di oltre due miliardi di €.
L’azione del CNIPA ha determinato un risparmio
di circa 200 milioni di €, che si
aggiungono all’oltre mezzo miliardo
di € del triennio precedente.
L’attività
di sostegno del CNIPA verso le PA non si limita a queste iniziative. Sono stati
pure creati Centri
di competenza
in grado di fornire documentazione, formazione e supporto specifico su problemi
puntuali. Ne sono esempi l’open
source
e
le tecnologie innovative, come la biometria,
l’RFId,
la sicurezza
e la continuità
operativa,
il riuso del
software applicativo,
la documentazione
elettronica,
a cui sono state dedicate apposite sezioni del sito CNIPA, a cui fanno
riferimento anche le comunità professionali specialistiche.
Importante
contributo viene anche dato, attraverso il supporto tecnico-specialistico, alle
iniziative delle Camere e del Governo per favorire l’opera di riassetto
legislativo con l’eliminazione dall’ordinamento delle leggi non più
attuali e la verifica della normativa vigente.
Nel
2006 il CNIPA ha continuato l’attività per favorire l’apprendimento delle
nuove metodologie e l’impegno sui progetti formativi erogati in modalità e-learning
e sull’accessibilità, con
la realizzazione di tre nuove edizioni dei corsi per redattori e per tecnici dei
siti web della Pa.
Il
CNIPA, ha puntualizzato Zoffoli, «è impegnato lungo le direttrici strategiche
individuate dal Ministro Nicolais: interoperabilità
e cooperazione fra amministrazioni, trasparenza, controllo ed
efficacia della spesa pubblica, cittadinanza
digitale e l’e-Democracy, crescita e misurazione di
qualità ed efficienza, competitività
delle imprese ICT, ruolo
dell’Italia in Europa». Per
sostenere queste azioni, il CNIPA ha diffuso le «Linee strategiche 2008-2010»
che indirizzano le amministrazioni centrali nella programmazione degli
interventi informatici, ma sono pure rivolte alle amministrazioni locali nella
prospettiva di aumentare l’integrazione e il coordinamento.
Il presidente del CNIPA ha infine posto come «essenziale per il futuro la capacità di avere la fantasia di immaginare come sarà lo Stato di domani per disegnare gli scenari che potranno presentarsi, per effetto dei mutamenti in Europa e nel resto del mondo e per le ricadute sul nostro lavoro. Il Paese reclama una Pubblica amministrazione migliore e meno costosa. Il CNIPA è in grado di assecondare il raggiungimento di questo irrinunciabile obiettivo. Stiamo già vivendo un periodo straordinario di modifiche nelle strutture amministrative dello Stato. L’Italia si aspetta che le nuove tecnologie contribuiscano a cambiare radicalmente il rapporto tra lo Stato, i cittadini e le imprese e al CNIPA spetta il compito di assistere il Governo in questa sfida di eccezionale valore sociale, oltre che economico», ha concluso Zoffoli.
© 2002-2012 Key4biz
