Il Corecom FVG al FEST. Del Campo: 'Contaminazione dei paradigmi comunicativi tra scienza e media contemporanei
(15 mag 2007) - Il
Comitato regionale per le comunicazioni del Friuli Venezia Giulia (Corecom
FVG) ha partecipato al FEST (Festival Editoria Scientifica Trieste),
che si tiene dal 17 al 20 maggio a Trieste.
Il
Corecom FVG ha collaborato all’organizzazione di cinque “panel” dedicati
al rapporto tra scienza e mass media.
All’incontro, intitolato “Screen – I colori della scienza sul piccolo e grande schermo”, al quale è prevista la partecipazione di Piero Angela, Dario D’Aprile, John Lynch, Eugenio Manghi, Juliette Roussel, partecipa anche il presidente del Corecom FVG, Franco Del Campo, con la relazione intitolata “Contaminazione dei paradigmi comunicativi tra scienza e media contemporanei”.
“Per
affrontare questo argomento – spiega Del Campo – si può partire da tre
domande, che mi sembrano particolarmente coerenti con gli obiettivi del FEST.
A) Qual è il rapporto originario tra la scienza e la comunicazione?
B) Cosa succede, oggi, alla scienza quando entra nel circuito mediatico?
C)
Cosa succede -nel bene e/o nel male- ai media quando trattano di scienza?
La
scienza moderna nasce come paradigma comunicativo aperto e trasparente, basato
sul dialogo e il confronto rigoroso, ma anche come racconto divulgativo a un
pubblico potenzialmente molto vasto. E’ il caso di Galileo Galilei, raffinato
divulgatore nel Saggiatore e nel Dialogo sui massimi sistemi (è stata la sua
“ansia divulgativa” a tradirlo e farlo processare per eresia; se si fosse
accontentato di presentare “ipotesi matematiche”, non avrebbe avuto problemi
con l’Inquisizione).
Ma
i media contemporanei – secondo il presidente del Corecom FVG – trasformano
davvero il messaggio e la scienza deve adeguarsi soprattutto ai paradigmi
comunicativi televisivi: deve diventare spettacolare, deve sorprendere ed
intrattenere, deve essere rapida (per non stancare ed annoiare), deve
semplificare (cercando di non banalizzare o addirittura stravolgere il
messaggio).
In sostanza la scienza quando comunica nell’universo dei media, deve diventare
“leggera”, o se si vuole “liquida” (Bauman) senza tradire se stessa (è
davvero possibile?).
La
scienza – conclude Franco Del Campo – potrebbe e forse dovrebbe aiutare i
media (e la televisione in particolare) a ritrovare il rigore
dell’argomentazione e della dimostrazione, eliminando tutta la
“chiacchiera” superflua (come ha fatto il rasoio di Ockham con la vecchia e
verbosa scolastica)”.
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