TSF ha scelto le soluzioni Data Center, Business Continuity e Disaster Recovery di Cisco per una maggiore efficienza
(13 feb 2008) -
Cisco® ha annunciato che Tele Sistemi Ferroviari (TSF S.p.A.), società leader
a livello nazionale nello sviluppo e nella gestione di servizi ICT per il
settore dei Trasporti e della Logistica, ha implementato le soluzioni Cisco in
ambito Data Center e la tecnologia Application Control Engine (ACE) per creare
una architettura di Data Center ridondata, a zero rischio di downtime, in grado
di garantire la Business Continuity 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.
Milano - L'obiettivo di TSF era l'unificazione di differenti
canali di transazione dati, precedentemente sviluppati e amministrati
separatamente, centralizzando la gestione, la produzione e manutenzione allo
scopo di abbattere i costi operativi. Il progetto era ritenuto particolarmente
complesso poiché era necessario creare un sistema unico che avesse
caratteristiche di affidabilità altissime “24x7x365”; prima della
centralizzazione, infatti, l'utilizzo di canali diversi conferiva
un'affidabilità intrinseca all'architettura, dal momento che in caso di downtime
di un canale gli altri potevano sopperire, garantendo la continuità del
servizio. Inoltre, era necessario garantire livelli di performance all'altezza
per la centralizzazione su un unico canale dell’intero carico dati del sistema,
mantenendo l’elevato livello di flessibilità e scalabilità richiesto dalla
variazione continua del numero di utenti e client ad esso connessi.
Il Data Center di TSF era suddiviso in 5 CED; si è quindi provveduto ad una
progressiva virtualizzazione dei Data Center, suddividendo i CED in questione in
16 CED virtuali, soluzione che ha permesso di rispondere ad esigenze di
scalabilità e flessibilità per gestire i cambiamenti, Per soddisfare i requisiti
di affidabilità e downtime zero, a supporto del virtual CED è stato scelto di
utilizzare un sito di Disaster Recovery ubicato esternamente.
Il CED co-primario così creato doveva però assicurare anche la Business
Continuity, mantenendo il servizio operativo anche durante lo switch tra siti
nel caso di interruzione del servizio sul sito principale.
A
tale scopo si è disegnato un sistema di load balancing active/active tra siti,
creando un’architettura di rete che permette di utilizzare contemporaneamente
sia il sito primario sia il sito secondario. Tale soluzione ha garantito
un'intelligente protezione dell'investimento, ed ha portato ad un forte
risparmio sul costo degli apparati, poiché sono state acquistate l'80% delle
risorse hardware che sarebbero state necessarie per creare 2 siti gemelli. La
scelta di adottare un sistema del tipo active/active, inoltre, ha permesso di
sviluppare un sistema a zero rischio di downtime. Il fatto che i due siti siano
sempre attivi garantisce una ridondanza intrinseca del sistema 'a tempo zero'
poiché, in caso di fermo di uno di essi, la rete sposta automaticamente
sull'altro il 100% del traffico.
L'architettura preesistente era già basata su apparati Cisco, per cui si è
provveduto ad un aggiornamento dei dispositivi di rete dei CED con gli switch e
router Cisco 6500. Gli elevatissimi requisiti di performance e scalabilità e
l'esigenza di virtualizzazione dei CED, hanno spinto TSF ad utilizzare
tecnologie nuove come l'Application Control Engine (ACE) di Cisco, una soluzione
per la distribuzione delle applicazioni che offre elevate prestazioni, con un
throughput in grado di raggiungere i 16 Gbps, sicurezza multi-layer e
funzionalità di partizionamento virtuale. A questo è seguita la realizzazione
del CED co-primario e la messa in esercizio del collegamento tra i 2 siti in
larghissima banda, con l'installazione degli apparati Cisco ONS 15000: i due
siti comunicano senza ritardi apprezzabili, nonostante i 35 km di fibra
metropolitana che li separano. Particolarmente innovativa, infine, la soluzione
scelta per garantire il bilanciamento del traffico tra i due datacenter: in
aggiunta agli apparati di bilanciamento dei singoli siti, sono stati
implementati due “super-bilanciatori” adibiti a tale scopo, interconnessi
tramite tecnologia Dense Wawelenght Division Multiplexing (DWDM) a fibra spenta.
Spostando sulla Rete le logiche di bilanciamento, si sono risolti i problemi
legati alla configurazione dei diversi client che si affacciano sulla rete,
molti dei quali appartenenti al mondo Internet.
I
benefici della particolare architettura di rete scelta sono tangibili tanto
quanto i vantaggi che la virtualizzazione ed il “multi-homing” porteranno dal
punto di vista commerciale. “Ancora una volta, tecnologia e business vanno di
pari passo” afferma Marco Barbalinardo, Responsabile Progettazione e
Servizio rete-dati-fonia di TSF. “Il consolidamento dell'asset
tecnologico genererà forti saving sui costi operativi, oltre agli evidenti
vantaggi derivanti dal significativo incremento di disponibilità delle
applicazioni”. Inoltre, l’elevata affidabilità del sistema ci offre fin d’ora la
possibilità di effettuare upgrande o patching in operatività degli apparati;
avremo bassi costi di esercizio dovuti all’assenza di un service provider per il
collegamento tra i due siti, scalabilità ed espandibilità dell'architettura a
costi marginali”.
“Scegliendo le soluzioni Cisco, TSF ha confermato il proprio orientamento
all'innovazione e un approccio all'avanguardia nell'effettuare investimenti
tecnologici lungimiranti” afferma Enrico Deluchi, Direttore
Operazioni Mercato Enterprise di Cisco Systems Italy. “Infatti, il
modello di architettura Data Center innovativo che è stato implementato potrà
facilmente anche essere replicato in altri contesti”.
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