Cisco: la nuova fase della ricerca sul Data Leakage stima le minacce interne alle aziende
(27 gen 2009) -
Cisco ha recentemente presentato i risultati della terza e ultima fase
dello studio globale sulla sicurezza incentrato sul Data Leakage,
svelando le principali minacce interne che affliggono le informazioni aziendali.
I risultati di questa nuova fase mettono in comparazione le principali
preoccupazioni dei professionisti IT relativamente ai rischi provenienti dagli
impiegati con i reali comportamenti degli impiegati, sia involontari che dolosi,
che possono danneggiare l’immagine delle aziende con ingenti perdite di denaro.
Lo studio è stato condotto da InsightExpress e commissionato da Cisco per
valutare le implicazioni relative alla perdita dei dati (Data Leakage) a fronte
della trasformazione delle aziende oggi sempre più collaborative, mobile e
distribuite. I risultati di questa ultima fase sono legati alla precedente
edizione incentrata sugli errori più comuni commessi dagli impiegati e causa di
perdite di dati e di violazioni alla sicurezza aziendale. Tutte tre le fasi di
questo studio, disponibili all’indirizzo
www.cisco.com/go/dlp,
scaturiscono da interviste effettuate a oltre 2.000 impiegati e professionisti
IT di 10 paesi: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Giappone,
Cina, India, Australia e Brasile.
“La linea di demarcazione sempre più la labile tra vita lavorativa e privata
così come tra pubblico e privato comporta che i dati siano accessibili,
trasmessi, memorizzati e rubati da chiunque e in qualsiasi momento”, ha
commentato John N. Stewart, chief security officer di Cisco. “Ciò
significa che l’approccio alla protezione dei dati deve cambiare. Le grandi
aziende e i giovani utenti condividono la responsabilità di dover essere
informati e disciplinati in fatto di protezione delle informazioni. Come
sottolineato più volte, questa ricerca deve essere considerata come
un’opportunità per evolvere la sicurezza verso la necessaria combinazione tra
conoscenza, policy e tecnologia”.
Tali cambiamenti devono partire dall’IT, ha aggiunto Stewart, in particolare con
la percezione dell’impatto che possono avere i comportamenti degli impiegati
sulla perdita dei dati. Tra gli aspetti più importanti della ricerca vi è
sicuramente la convinzione tra i responsabili IT che gli impiegati siano sempre
più a conoscenza dei rischi alla sicurezza così come più diligenti nella
protezione dei dati. Ad esempio, secondo 4 professionisti IT su 5 in Cina e 1 su
2 in Francia, i propri impiegati sono sempre più sensibili alla protezione delle
informazioni aziendali rispetto agli anni precedenti.
Ma la ricerca fornisce una visione differente, mettendo in evidenza uno dei
risultati più interessanti: sebbene la maggior parte delle minacce alla
sicurezza provenga dall’esterno, lo studio mostra che le minacce interne, siano
esse di natura accidentale o dolosa, sono più diffuse rispetto a quelle esterne.
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