CNR-MiBAC: al via sistema sperimentale di identificazione digitale degli eContent
(08 gen 2010) - Un
sistema nazionale di identificazione univoca e permanente delle risorse
digitali: libri, articoli, file multimediali, news e ogni altro documento
diffuso in Internet. Questo l'obiettivo dell'Accordo di collaborazione tra la
Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il Diritto
d'Autore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) e il
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). L'accordo, firmato dal
Direttore Generale del MiBAC, dott. Maurizio Fallace, e dal Vice
Presidente del CNR, Prof. Roberto de Mattei, dà il via ad una prima fase
di attività sperimentale.
"Il Ministero sostiene con forza una soluzione che può davvero essere
rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace
e operativo quanto più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le
assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative", dichiara Fallace. "Con
questo accordo l'Italia si inserisce in un percorso sul quale si stanno avviando
le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal
Registrer 2.0 lanciato dall'Amministrazione Obama".
"Siamo particolarmente soddisfatti di avere contribuito alla progettazione di
un sistema che, una volta operativo, consentirà agli utenti della rete una
maggiore e migliore reperibilità dei documenti di interesse", commenta il
Vice Presidente del CNR, de Mattei. "E ai 'content provider' una tutela dei
contenuti rispetto a possibili violazioni della originalità e del diritto
autorale".
"A differenza dell'informazione diffusa attraverso i canali dell'editoria
tradizionale", spiega Brunella Sebastiani, direttore della Biblioteca
Centrale del CNR, "quella reperibile in Internet non è sufficientemente
certificata da istituzioni che possano garantire la qualità dei dati e l'accesso
permanente. Da qui l'esigenza di associare alle risorse digitali dei 'codici di
identificazione persistenti' che possano certificarne l'autenticità, la
provenienza, i diritti d'autore e la localizzazione".
Per garantire identificazione e accesso nel lungo periodo alle risorse
identificate è necessario puntare sull'affidabilità e credibilità delle
istituzioni garanti del sistema e su una soluzione concettualmente semplice che
possa superare il rapido cambiamento delle tecnologie. "Le comunità di utenti
che già usano gli identificatori persistenti adottano standard differenti",
precisa Maurizio Lancia, dirigente dei Sistemi Informativi del CNR. "La
soluzione italiana, basata sullo standard aperto National Bibliography Number (NBN),
presenta un'innovativa 'architettura gerarchica', distribuita su più livelli di
responsabilità, che consente l'accesso immediato all'oggetto identificato e ai
relativi 'metadati' descrittivi".
Tale modello prevede un registro nazionale di primo livello, gestito dalle
strutture afferenti al MiBAC (Biblioteche nazionali centrali e Istituto centrale
per il catalogo unico), presso il quale si accreditano i registri di secondo
livello, gestiti da organismi rappresentative dei diversi macrosettori culturali
('media e stampa', 'università e ricerca', 'archivi', etc.). Alla base del
sistema si trovano i registri di terzo livello, gestiti dalle istituzioni che
effettuano l'assegnazione dei codici NBN ai propri contenuti digitali.
Per la realizzazione di questa infrastruttura, il CNR, con il contributo della
Fondazione Rinascimento Digitale di Firenze, ha sviluppato il software
con interfaccia Web 2.0, che consente la gestione dei registri ai differenti
livelli e la comunicazione tra gli stessi. Il software permette l'assegnazione
"decentrata" dei codici NBN, garantendo all'infrastruttura un potenziale
di crescita praticamente illimitato. Un articolo scientifico, ad esempio,
potrebbe essere registrato dall'Università o Ente di afferenza del ricercatore,
che utilizzerà un codice così composto: IT (Italia, primo livello), UR
(Università e Ricerca, secondo livello), CNR (Consiglio Nazionale delle
Ricerche, terzo livello), 12345 (ID progressivo).
La soluzione italiana, già richiesta per la sperimentazione della gestione dei
registri nazionali di Germania, Svizzera, Austria e Repubblica Ceca, è stata
valutata positivamente dalla comunità scientifica come riferimento per la
realizzazione di un 'Global resolver' europeo, che garantisca il
collegamento tra i diversi sistemi nazionali di identificazione persistente.
"Definirei strategica la scelta della mia Direzione generale", conclude
Fallace, "proprio in ragione della missione istituzionale assegnata alle
Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, destinatarie del deposito
legale di tutta la produzione editoriale italiana, e dell'attività svolta
dall'Istituto centrale per il Catalogo unico delle biblioteche italiane e per le
informazioni bibliografiche, cui è affidata la diffusione degli standard di
catalogazione, digitalizzazione e gestione della rete del Servizio Bibliotecario
Nazionale (SBN), i cui direttori sono parte del Comitato di coordinamento, che
coinvolge anche il CNR, responsabile della sperimentazione del network italiano
NBN".
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