Programmazione congiunta in Europa della Ricerca applicata al Patrimonio Culturale
(25 feb 2010) -
Questa mattina il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Mariastella Gelmini e il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro
Bondi hanno firmato, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Gianni Letta, la dichiarazione che avvia le attività di coordinamento
della Programmazione congiunta della Ricerca europea nel settore della
conservazione e la sicurezza del patrimonio culturale.
Il 3 dicembre 2009 il Consiglio Competitività dell’Unione Europea ha approvato
infatti la proposta dell’Italia di inserire la conservazione del patrimonio
culturale tra i temi per i quali è necessario ed urgente coordinare i programmi
nazionali di ricerca degli Stati membri e dei Paesi associati dell’Unione
Europea.
L’Europa ha assegnato all’Italia la guida del progetto e con la firma di oggi i
due ministeri (MIUR e MIBAC) assumono il ruolo di coordinamento della Ricerca
europea applicata al patrimonio culturale. Un riconoscimento internazionale
della qualità del modello italiano di tutela e di conservazione.
Dunque, un tema come quello dei beni culturali, strategico per lo sviluppo e la
competitività del nostro Paese, diventa una priorità per l’Unione Europea.
L’Italia infatti oltre ad essere il Paese al mondo che detiene il maggior numero
di siti riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è lo Stato che con
oltre 40 milioni di euro l’anno investe di più in Europa nel settore della
ricerca applicata alla conservazione dei beni culturali.
La Programmazione Congiunta Europea
Negli ultimi anni è maturata in Europa la consapevolezza che i singoli stati
membri non sono in grado di affrontare autonomamente alcune grandi sfide. E’
necessario quindi coordinare meglio le attività per formulare risposte più
adeguate e globali.
La Programmazione congiunta è un nuovo strumento che ha lo scopo di coordinare i
programmi nazionali di ricerca degli Stati membri dell’Unione Europea.
Si riferisce esclusivamente ai programmi di ricerca pubblici e ad un numero
limitato di temi che, per le loro caratteristiche, non possono essere affrontati
singolarmente dagli stati.
I Paesi che decidono di aderire ad un’iniziativa di Programmazione congiunta si
impegnano a:
- coordinare i propri programmi di ricerca con gli altri paesi coinvolti;
- impegnare risorse adeguate per svolgere i programmi di ricerca concordati;
- definire, di comune accordo con gli altri paesi, i meccanismi e gli strumenti
da utilizzare per il finanziamento delle attività di ricerca.
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