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Smantellato il consorzio di contraffazione del software globale: pene detentive per i capi. Sentenze esemplari anche in Italia

(04 feb 2008) - Le sentenze segnano la fine delle azioni di contraffazione con base a Taiwan, la zona di maggior produzione e distribuzione nel mondo di prodotti Microsoft contraffatti tra il 1997 e il 2003. Anche l’Italia tra i paesi coinvolti nelle operazioni di contraffazione.


Tra i 18 mesi e i quattro anni di reclusione per i falsari di Taiwan che tra il 1997 e il 2003 hanno contraffatto almeno 21 tipologie di prodotti software Microsoft in sette lingue, tra cui l’italiano. Il giro d’affari stimato dell’attività illecita si aggira sui 900 milioni di dollari statunitensi e si rivolgeva a consumatori inconsapevoli di oltre 600 città in almeno 22 paesi, tra cui l’Italia. In seguito a estese operazioni investigative e giudiziarie da parte delle autorità taiwanesi, con il supporto di Microsoft, il 31 dicembre 2007 il proprietario della società di distribuzione Maximus Technology Inc. è stato condannato alla più alta pena detentiva per questo tipo di reati a Taiwan: quattro anni di reclusione. In Italia sono stati condannati due rivenditori della provincia di Foggia che distribuivano software contraffatto.

Le pene detentive inflitte ai falsari da una corte di Taipei, a Taiwan, segnano la fine di una serie di procedimenti giudiziari portati avanti dagli organismi di controllo internazionali, fermando definitivamente l'operato di una banda di contraffazione di software globale. Huang Jer-sheng, proprietario della società di distribuzione Maximus Technology Inc. di Taipei, e i suoi soci si sono resi responsabili, tra il 1997 e il 2003, della produzione e distribuzione di oltre il 90% di prodotti software Microsoft contraffatti, confiscati dagli organismi preposti all'applicazione della legge o comprati tramite acquisti fittizi, in tutto il mondo.

Due procedimenti penali sono stati instaurati anche in Italia nel 2001. Tali procedimenti intrapresi contro due rivenditori della provincia di Foggia che distribuivano software contraffatto, hanno portato alla condanna dei convenuti a 18 mesi di reclusione oltre al pagamento di una sanzione anche al risarcimento dei danni nei confronti di Microsoft per un importo di oltre 67.000$.

“Siamo dispiaciuti di apprendere che, nonostante le costanti azioni di divulgazione e informazione da noi intraprese in Italia ci siano ancora rivenditori che distribuiscono prodotti software contraffatti, spesso approfittando dell’inconsapevolezza dei consumatori. L’impegno di Microsoft è da anni quello di intervenire contro queste operazioni di pirateria e contraffazione che ledono la competitività del mercato e i diritti dei tanti distributori onesti”, ha dichiarato Marco Ornago, cui riportano tutte le attività per valorizzare il Software Originale in Italia.

Il consorzio produceva versioni contraffatte di almeno 21 tipologie di prodotti software Microsoft in sette lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, polacco, portoghese e cinese semplificato, per un valore stimato pari a 900 milioni di dollari statunitensi. Tali prodotti venivano distribuiti e quindi venduti a rivenditori e consumatori inconsapevoli in oltre 600 città e almeno 22 paesi in tutto il pianeta: Australia, Austria, Canada, Cina, Croazia, Etiopia, Filippine, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Malesia, Paraguay, Polonia, Qatar, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Taiwan e Trinidad e Tobago.

In seguito a estese operazioni investigative e giudiziarie da parte delle autorità taiwanesi, con il supporto di Microsoft, il 31 dicembre 2007 Huang Jer-sheng è stato condannato a una pena detentiva di quattro anni, la più alta inflitta per questo tipo di reato nella storia di Taiwan. Nello stesso giorno, altri 3 coimputati sono stati condannati a pene detentive comprese tra 18 mesi e 3 anni di reclusione.

"Le condanne detentive inflitte in questa causa a Taiwan e le numerose altre cause intentate nel mondo contro altri soci degli imputati taiwanesi costituiscono un altro forte deterrente contro la contraffazione dei prodotti Microsoft", ha dichiarato David Finn, consulente generale associato per il settore dell'antipirateria e l'anticontraffazione internazionali di Microsoft, parlando al 4° Congresso Globale sulla lotta alla contraffazione e alla pirateria di Dubai. "Microsoft plaude al lavoro delle autorità di Taiwan nell'adottare azioni legali così forti contro il consorzio. Questa causa costituisce un'ulteriore dimostrazione della solida collaborazione tra le autorità preposte all'applicazione delle leggi e le società private e mostra l'impatto di tali unioni nell'escludere dal mercato il software contraffatto e nell'assicurare alla giustizia i criminali della contraffazione".

Huang Jer-sheng e i suoi soci collaboravano con falsari a Taiwan e in Cina meridionale. Due impianti di copiatura di CD a Taiwan (Chungtek Hightech Enterprise Ltd e Cinway Technology Co) costituivano i principali centri di produzione di dischi e componenti software contraffatti, la cui presenza è stata successivamente riscontrata in tutto il mondo.

Secondo John Newton, responsabile del progetto Intellectual Property Crime di INTERPOL, "I criminali alle spalle dei consorzi di contraffazione sono organizzati, ricchi di risorse e disposti a spendere elevate somme di denaro per sviluppare e distribuire merci pirata nei mercati di tutto il mondo. Molto semplicemente, la pirateria è un crimine ed è nostro dovere imprescindibile coordinare gli sforzi in tutto il mondo per fermare i consorzi criminali e il commercio illecito".

Il perseguimento della banda internazionale di falsari guidata da Huang Jer-sheng segna il culmine di una serie di complesse azioni investigative globali condotte nell'arco di sei anni, che hanno portato al totale smantellamento di questo consorzio criminale di contraffazione. Le ricerche investigative e i procedimenti giudiziari si sono estesi nei cinque continenti e hanno prodotto significative pene detentive in Asia, America del Nord ed Europa. Oltre ai procedimenti giudiziari di Taiwan, altri famosi procedimenti correlati a questa banda internazionale di falsari sono state intentate contro fornitori in Cina, Germania, Regno Unito e Stati Uniti tra il 2001 e il 2007.
 

 

  

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