Microsoft - Sicilia tra le regioni con più alto tasso di pirateria informatica anche se mostra una sensibile riduzione: dal 47% al 30% in tre anni
(06 lug 2009) - Il
tasso di pirateria informatica riscontrato in Sicilia nel 2008 (pari al 30%) è
stato rilevato attraverso l’attività dei cosiddetti Mistery Shopper, incaricati
di Microsoft che richiedono l’acquisto di prodotti software per
verificarne la conformità alle norme di legge e contrattuali nell’atto di
vendita. Sono stati oltre 800 i rivenditori controllati dal 2005 ad oggi.
L’acquisto di software contraffatto ha gravi conseguenze sull’acquirente che
spesso in modo inconsapevole espone il proprio PC ad attacchi informatici senza
poter usufruire di protezioni e aggiornamenti. Il danno ha anche risvolti
economici, dal momento che l’alto tasso di pirateria comporta un danno ai
concorrenti, la riduzione del numero di posti di lavoro e delle entrate
all’erario.
Microsoft è da tempo impegnata, attraverso numerose collaborazioni e tavoli di
lavoro con associazioni e istituzioni, in campagne e iniziative volte a
informarei consumatori e le aziende del valore del software originale e
combattere la pirateria. Da qualche anno Microsoft è attiva, per esempio, con
l’iniziativa GSI (Genuine Software Initiative) che racchiude iniziative
volte a consentire ai clienti di verificare se il sistema operativo Windows o il
pacchetto applicativo Office acquistatoè regolare o frutto di contraffazione.
Molte persone ogni giorno cadono inconsapevolmente nella trappola della
contraffazione e della pirateria informatica, esponendo il proprio computer ad
attacchi informatici e sostenendo così un cospicuo giro d’affari illegali, che
in Italia sta raggiungendo valori molto alti.
“È un problema che colpisce sempre più il consumatore finale, spesso
inconsapevole” afferma Marco Ornago, direttore Divisione Software
Originale di Microsoft Italia. “Il mercato del software è, infatti, sempre
più orientato verso prodotti aggiornabili via web, azione non consentita a chi
detiene un software pirata, lasciando il sistema non adeguatamente protetto e
privo di alcune importanti funzionalità. È molto importante incrementare la
cultura dell’originale, indicando i reali vantaggi che il consumatore può
ottenere e gli enormi svantaggi a cui va incontro utilizzando software illegale,
danni che si ripercuotono poi sull’economia del Paese”.
Da anni Microsoft è impegnata in attività di lotta alla pirateria del
software e nel tempo ha intrapreso numerose campagne di sensibilizzazione
rivolte non solo ai rivenditori ma anche ai consumatori e alle aziende,
salvaguardando e tutelando chi agisce nella legalità. Attraverso una strategia
integrata, infatti, e grazie al supporto di importanti partner, Microsoft ha
messo in atto un impegno concreto nel trasferire la consapevolezza dei benefici
che il software originale comporta. Dal 2005 è in corso la campagna Mistery
Shopper, che prevede incaricati di Microsoft che si recano presso i rivenditori
per richiedere offerte e acquistare software, verificando così la conformità
alle norme di legge e contrattuali nell’atto di vendita. In caso di irregolarità
il Mistery Shopper ha soprattutto il ruolo di indicare al rivenditore quali sono
le corrette modalità di licensing e fornendogli tutto il supporto ed i materiali
necessari.
Dalla prima rilevazione effettuata in Sicilia quattro anni fa ad oggi sono stati
visitati oltre 800 punti vendita dai Mistery Shopper rimarcando che il trend
delle offerte irregolari è in decrescita. Nel 2005, infatti, quasi un
rivenditore su due, ovvero, il 47% proponeva software Microsoft non
correttamente, mentre nel 2006 è stato rilevato un notevole calo che ha portato
il dato al 36% per poi consolidare il trend in decrescita sia nel 2007 che nel
2008 rispettivamente al 31% ed al 30%.
Dall’inizio dei rilevamenti ad oggi, quindi, la Sicilia ha nettamente migliorato
la propria posizione diminuendo di ben 17 punti percentuali il tasso di
pirateria informatica dei propri rivenditori.
Su base provinciale i risultati evidenziano come Trapani sia stato il capoluogo
di provincia più colpito dal fenomeno dell’offerta di software Microsoft non
originale con una percentuale del 51,5%. Al secondo posto Catania, con il 47%,
seguita da Siracusa con il 45,2% e da Caltanissetta con un tasso di pirateria
41,7%. Il capoluogo di Regione Palermo siposiziona al quinto posto con il 31,1%
di pirateria, seguita da Messina (29,5%), Enna (29,4%) e Agrigento conil
29,3%.Laprovincia siciliana meno colpita da pirateria è risultata Ragusa con il
25% di software Microsoft piratato venduto.
Benchè la percentuale di pirateria del canale sia comunque ancora alta, grazie
alla riduzione negli ultimi anni, laSicilia si è scrollata di dosso l’etichetta
di Regione d’Italia con il più alto tasso di pirateria di prodotti Microsoft.
Con il suo 30% si trova, infatti, davanti a Campania e Calabria (36%) nella
classifica delle regioni più virtuose. La Puglia è invece a due punti
percentuali avanti, forte del suo 28%.
La campagna di Microsoft contro la pirateria informatica sfrutta anche le
sinergie dell’iniziativa GSI (Genuine Software Initiative) che racchiude le
iniziative volte a consentire ai clienti Microsoft di verificare se il sistema
operativo Windows o il pacchetto applicativo Office acquistati sono regolari o
frutto di contraffazione. La sensibilizzazione nei confronti di questo problema
rappresenta la chiave principale per la riduzione della pirateria e la
protezione dei clienti, incrementando la loro consapevolezza e fornendo loro gli
strumenti necessari per individuare i software contraffatti e aiutarli a
comprendere le misure da prendere in merito.
“La Business Software Alliance (BSA) è da anni impegnata in Italia in
attività di lotta alla pirateria del software, fenomeno sempre più importante in
quanto colpisce non solo le società produttrici di software ma sempre più i
consumatori finali, spesso inconsapevoli di acquistare prodotti non originali”
afferma Simona Lavagnini, responsabile legale di BSA in Italia. “Iniziative
quali la campagna Mystery Shopper di Microsoft sono pertanto fondamentali per
educare e sensibilizzare il pubblico sull’importanza di acquistare ed utilizzare
software originale ed i rischi e potenziali danni connessi all’utilizzo di
software piratato o contraffatto.”
L’Italia conferma il trend positivo, anche se molto lento, verso la lotta alla
pirateria informatica: oggi il tasso italiano è pari al 48%. Il dato posiziona
il nostro Paese al terzultimo posto, a livello europeo, seguito dalla Grecia con
il 57% e da Cipro con il 50%, tra i paesi più virtuosi in materia di pirateria
informatica, ancora molto lontani dal Lussemburgo (21%) e dall’Austria (24%).
Secondo una recente ricerca IDC, si calcola che in Italia la pirateria di
software comporti una perdita di circa 1.400 milioni di dollari. Una riduzione
del 10% avrebbe come conseguenza la creazione di circa 6.200 posti di lavoro,
2,7 miliardi di euro di fatturato per il settore e 750 milioni di euro di tasse
per l’erario.
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