Microsoft: la Campania rimane ancora la Regione meno virtuosa d’Italia nella pirateria informatica
(11 mag 2009) -
Molte persone ogni giorno cadono inconsapevolmente nella trappola della
contraffazione e della pirateria informatica, esponendo il proprio computer ad
attacchi informatici e sostenendo così un cospicuo giro d’affari illegali, che
in Italia sta raggiungendo valori molto alti.
“È un problema che colpisce sempre più il consumatore finale, spesso
inconsapevole” afferma Marco Ornago, direttore Divisione Software
Originale di Microsoft Italia. “Il mercato del software è, infatti, sempre
più orientato verso prodotti aggiornabili via web, azione non consentita a chi
detiene un software pirata, lasciando il sistema non adeguatamente protetto e
privo di alcune importanti funzionalità. È molto importante incrementare la
cultura dell’originale, indicando i reali vantaggi che il consumatore può
ottenere e gli enormi svantaggi a cui va incontro utilizzando software illegale,
danni che si ripercuotono poi sull’economia del Paese”.
“La protezione della proprietà intellettuale è una priorità assoluta per il
governo americano. Il nostro Consolato è fortemente impegnato a collaborare con
le istituzioni locali, le forze dell’ordine e le aziende per combattere la
pirateria, allo scopo di difendere gli interessi sia delle aziende americane che
quelli dei cittadini italiani”, sottolinea il Console Generale J. Patrick
Truhn del Consolato Americano a Napoli che ha ospitato una conferenza stampa
tenuta oggi da Microsoft su questo tema.
Da anni Microsoft è impegnata in attività di lotta alla pirateria del software e
nel tempo ha intrapreso numerose campagne di sensibilizzazione rivolte non solo
ai rivenditori ma anche ai consumatori e alle aziende, salvaguardando e
tutelando chi agisce nella legalità. Attraverso una strategia integrata,
infatti, e grazie al supporto di importanti partner, Microsoft ha messo in atto
un impegno concreto nel trasferire la consapevolezza dei benefici che il
software originale comporta. Dal 2005 è in corso la campagna Mistery Shopper,
che prevede incaricati di Microsoft che si recano presso i rivenditori per
richiedere offerte e acquistare software, verificando così la conformità alle
norme di legge e contrattuali nell’atto di vendita. In caso di irregolarità il
Mistery Shopper ha soprattutto il ruolo di indicare al rivenditore quali
attività compiere per mettersi in regola, fornendogli tutto il supporto
necessario.
Dalla prima rilevazione effettuata in Campania quattro anni fa ad oggi sono
stati visitati oltre 883 punti vendita e per 353 volte il Mistery Shopper ha
rilevato qualche irregolarità nella vendita dei prodotti Microsoft, portando il
tasso di pirateria regionale medio dal 2005 ad oggi al 36%.
Considerando i rilevamenti fatti nei primi mesi del 2009 è importante notare
come il tasso di pirateria rispetto al 2008 sia inferiore dell’1%, segno che il
trend degli ultimi anni sta per essere nuovamente confermato. Si è, infatti,
passati dal 46% del 2005 al 35% dei primi mesi del 2009, passando per il 36% del
2008 e il 38% del 2007.
Su base provinciale i risultati evidenziano come Salerno sia stato il capoluogo
di provincia più colpito dal fenomeno dell’offerta di software Microsoft non
originale con una percentuale del 42%. Al secondo posto Napoli, con il 40%,
seguita da Caserta con il 28% e da Avellino con un tasso di pirateria dell’26%.
La provincia campana meno colpita da pirateria è risultata Benevento con il 22%
di software Microsoft piratato venduto.
Nonostante la riduzione negli ultimi anni, laCampania risulta essere ancora la
Regione d’Italia con il più alto tasso di pirateria di prodotti Microsoft. Con
il suo 36% si trova, infatti, davanti a Sicilia con il 30%, e la Puglia con il
28%.
La campagna di Microsoft contro la pirateria informatica sfrutta anche le
sinergie dell’iniziativa GSI (Genuine Software Initiative) che racchiude le
iniziative volte a consentire ai clienti Microsoft di verificare se il sistema
operativo Windows o il pacchetto applicativo Office acquistati sono regolari o
frutto di contraffazione. La sensibilizzazione nei confronti di questo problema
rappresenta la chiave principale per la riduzione della pirateria e la
protezione dei clienti, incrementando la loro consapevolezza e fornendo loro gli
strumenti necessari per individuare i software contraffatti e aiutarli a
comprendere le misure da prendere in merito.
“La Business Software Alliance (BSA) è da anni impegnata in Italia in
attività di lotta alla pirateria del software, fenomeno sempre più importante in
quanto colpisce non solo le società produttrici di software ma sempre più i
consumatori finali, spesso inconsapevoli di acquistare prodotti non originali”
afferma Simona Lavagnini, responsabile legale di BSA in Italia. “Iniziative
quali la campagna Mystery Shopper di Microsoft sono pertanto fondamentali per
educare e sensibilizzare il pubblico sull’importanza di acquistare ed utilizzare
software originale ed i rischi e potenziali danni connessi all’utilizzo di
software piratato o contraffatto.”
In Italia, anche se in leggera diminuzione rispetto al 2005, il tasso di
pirateria informatica è pari al 49%, posizionando il nostro Paese il secondo a
livello europeo, preceduto solamente dalla Grecia con il 58%, ben al di sopra
della media europea che si assesta sul 34%.
Secondo una recente ricerca IDC, si calcola che in Italia la pirateria di
software comporti una perdita di circa 1.400 milioni di dollari. Una riduzione
del 10% avrebbe come conseguenza la creazione di circa 6.200 posti di lavoro,
2,7 miliardi di euro di fatturato per il settore e 750 milioni di euro di tasse
per l’erario.
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