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Privacy a rischio. Una ricerca sottolinea i rischi connessi alla diffusione dei social network tra i giovani

(16 feb 2009) - Secondo una nuova ricerca promossa da Microsoft, in collaborazione con Save the Children su un campione di adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, solo l’8% dei teenager italiani ritiene che i coetanei rispettino sempre la privacy online degli altri utenti. I risultati di tale ricerca, volta ad analizzare la crescente diffusione dei cosiddetti social networks tra i giovani europei, sono stati diffusi oggi in occasione della giornata per un Internet più sicuro (“Safer Internet Day”) promossa dall’Unione Europea. A margine del Safer Internet Day e nell’ambito del progetto “La scuola ricomincia navigando” promossa da Polizia Postale e Unicef, è partita anche una nuova iniziativa di volontariato che ha coinvolto direttamente quasi un centinaio di manager di Microsoft Italia, che avranno l’opportunità di contribuire in prima persona alla sensibilizzazione di insegnanti, genitori, cittadini per un uso responsabile e sicuro delle nuove tecnologie tra i più giovani.

Oggi la cosiddetta ‘web generation’ sta spostando sempre di più la propria vita nel mondo digitale”, ha detto Stefano Santinelli, General Manager di Microsoft Consumer&Online Italia. “Con la nascita e la diffusione dei media sociali i nostri figli sono diventati degli utenti esperti del Web, ma è emersa anche una forte esigenza di fornire loro una guida e un aiuto su come affrontare tematiche quali la privacy online e potenziali rischi come il bullismo via Web. I risultati della ricerca mostrano, infatti, una lacuna preoccupante nell’educazione Internet dei nostri ragazzi”.

Il 58% dei teenager italiani ritiene di essere consapevole di tutti i rischi connessi all’utilizzo di Internet e solo il 10% ammette di essere stato vittima di atti di bullismo online ad opera di un gruppo o di un singolo individuo. Purtuttavia, il crescente numero di segnalazioni di bullismo online che si stanno verificando nei Paesi europei dove la penetrazione della Rete è più alta ci mette in guardia: in particolare, metà dei giovani norvegesi e il 45% dei teenager danesi intervistati afferma di aver subito angherie di vario genere, dall’invio di messaggi a carattere minaccioso o prevaricatore tramite e-mail o sessioni di chat, alla pubblicazione di storie che ridicolizzano o riprendono negativamente persone o loro soprannomi o difetti fisici, fino all’inserimento con lo stesso intento di fotografie di compagni su blog o siti.


 

 

  

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