Tv: particolare attenzione del governo a frequenze per corsi universitari
(23 giu 2006) - Il governo sta seguendo con "particolare attenzione" la richiesta che il sistema universitario italiano possa accedere a un numero - pur 'minimo' - di frequenze televisive che siano "dedicate a una finalita' di ricerca, di didattica e di tirocinio". Proposta avanzata nei giorni scorsi dalla conferenza nazionale delle Facolta' e dei Corsi di laurea in Scienze della comunicazione.
Da ambienti del ministero delle Comunicazioni, infatti, viene fatto sapere che il ministro Paolo Gentiloni segue con particolare attenzione queste tematiche ed esigenze e a breve sara' risposta a queste aspettative.
La necessita' che l'universita' possa accedere a un numero minimo di "preziose" frequenze televisive da destinare a scopi didattici e di tirocinio e' contenuta in un documento sottoscritto all'unanimita' dalla Conferenza nazionale delle Facolta' e dei Corsi di laurea in Scienze della comunicazione, riunita nei giorni scorsi alla Sapienza di Roma.
La richiesta - che nasce da una proposta di Lucio D'Alessandro, preside della Facolta' di Scienze della formazione dell' Universita' Suor Orsola Benincasa di Napoli - e' indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi, al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, al ministro dell'Universita' e della Ricerca Fabio Mussi, alla conferenza dei Rettori dell'Universita' italiana e al Consiglio superiore della Comunicazione.
"L'attuale formulazione del piano di riordino delle frequenze televisive - si osserva nel documento - pur prevedendo frequenze riservate alle esigenze di diversi ministeri, esclude totalmente il Ministero dell'Universita' e della Ricerca".
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