Internet e l’e-democracy, grandi opportunità per la P.A. e per il Paese
(27 nov 2006) - "Di fronte alla crisi della
politica e delle forme di rappresentanza tradizionali che stiamo vivendo, è
necessario individuare nuove modalità di partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica", ha detto oggi a Pisa Beatrice Magnolfi, Sottosegretario
all’Innovazione, intervenendo alla Conferenza 'TALeP – Tecnologie per l’eParticipation:
freno o opportunità per la partecipazione democratica?'. Ed ha aggiunto: "Internet,
con il proprio potenziale democratico espresso 'dal basso', rappresenta al tempo
stesso uno strumento e un modello utile per definire e attivare nuove forme di
relazione tra i cittadini e i loro rappresentanti. L' e-Participation è quindi,
nella società delle reti, una dimensione necessaria della nuova cittadinanza
digitale: come tale deve essere sviluppata e sostenuta dalle amministrazioni
pubbliche.
"Le tecnologie digitali e la rete – continua il Sottosegretario -
hanno anche un altro valore: rappresentano, insieme al quadro normativo e alla
cultura dell’innovazione una delle leve strategiche necessarie per il
cambiamento della pubblica amministrazione. In particolare la vocazione
democratica e inclusiva di internet è un elemento che il settore pubblico non
può ignorare: deve invece comprenderlo e utilizzarlo per migliorare, nel
complesso, la qualità democratica del Paese".
"La rete, però, non può essere un nuovo veicolo per i vecchi modi di concepire l’organizzazione ed il rapporto con i diversi interlocutori", ha aggiunto Magnolfi. "Le pubbliche amministrazioni devono cominciare a 'pensare con internet', adottare una 'sintassi digitale', immettere in rete contenuti e servizi realmente in grado di coglierne tutte le opportunità e dare maggiore voce ai cittadini. La presenza in rete degli enti pubblici deve avere come criterio guida la centralità dell’utente".
Il Sottosegretario all’Innovazione
non ha nascosto le difficoltà esistenti: "questa dimensione democratica e
partecipativa della rete è ostacolata da diversi tipi di divario:
infrastrutturale innanzitutto, perché esiste un’Italia di serie A - meno di otto
milioni di persone che hanno accesso alla banda larga - e un’Italia di serie B,
che ne è tagliata fuori. Poi c’è anche quello, ben noto, di carattere sociale e
generazionale, che vede escluse tutte quelle fasce della popolazione con bassa
scolarizzazione e reddito o coloro che sono fuori dal mondo del lavoro. Ma
esiste anche un divario determinato dalla scarsa usabilità dei servizi offerti
in rete dalle amministrazioni: occorre anche insegnare alle macchine a
dialogare con gli utenti, non solo viceversa".
Per Beatrice Magnolfi "Su questo fronte si può fare molto, a
cominciare, ad esempio, da una maggiore offerta di servizi di migliore qualità;
più facili da usare, con informazioni semplici e comprensibili, e magari anche
progettati sulla base di indicazioni e feedback costanti da parte degli utenti".
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