Beatrice Magnolfi: 'La Pubblica Amministrazione non deve più tollerare la forte discriminazione nei confronti delle donne'
(23 mag 2007) - Beatrice Magnolfi,
Sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione,
ha presentato oggi presso il Forum PA la "Direttiva sulle misure per
attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni
pubbliche".
Firmata ieri dai Ministri Nicolais e Pollastrini, questa
direttiva, realizzata dai due Dicasteri con il coordinamento del Sottosegretario
Magnolfi, ha l'obiettivo di promuovere e diffondere la piena attuazione delle
disposizioni vigenti in materia di parità e di valorizzazione delle differenze
nelle politiche del personale, aumentare la presenza delle donne in posizioni
apicali, sviluppare culture organizzative di qualità tese a favorire la
conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro.
"Nella Pubblica Amministrazione, nonostante la componente femminile
sfiori il 54% del totale dei dipendenti (con punte del 76% nel comparto scuola),
le dirigenti di seconda fascia sono il 25% e le dirigenti di prima circa il 15%.
Gli ostacoli per la progressione di carriere delle donne sono troppi e
ingiustificati".
Non si tratta di un problema di competenza, se si considera che sul totale dei
laureati che lavorano nella PA, più del 60% sono donne. Non si tratta neppure
di un problema normativo: le donne sulla carta hanno tutele e garanzie di parità.
"La questione – dichiara il Sottosegretario - è che queste
leggi sono troppo spesso disattese, soprattutto per la mancanza di una cultura
della parità. Lo Stato non può continuare a tollerare al proprio interno
questa discriminazione". I principi a cui la Direttiva si ispira – ha
proseguito Magnolfi – sono la valorizzazione delle differenze di genere come
valore per la PA e per la società nel suo complesso; la promozione di una
cultura del risultato e del merito, come criteri di valutazione del lavoro; la
necessità di abbattere la differenza di trattamento economico tra gli uomini e
le donne, ancora forte nelle amministrazioni pubbliche.
"Attuare questi principi non significa soltanto rispettare alcuni dei
diritti democratici di base, ma anche dare alla PA una grande opportunità di
riforma sostanziale. La valorizzazione delle donne e la piena espressione delle
loro potenzialità, insieme ad una forte iniezione di giovani, sono fattori
essenziali per rinnovare dal profondo le amministrazioni pubbliche . Le
competenze femminili sono preziose soprattutto in termini economici. Non so –
ha concluso il Sottosegretario – se si può parlare di un potere legato al
genere: quello di cui sono certa che la PA e l’intero Paese hanno bisogno di
un altro genere di potere".
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