Telecom Italia: Ribadisce ancora una volta l’inesistenza di “Super Amanda”
(21 gen 2006) - Il ruolo di Telecom Italia nell’attività di collaborazione con l’Autorità giudiziaria si limita all’instradamento delle chiamate verso dispositivi di ascolto di proprietà dell’Autorità stessa o di società che operano per conto di quest’ultima sotto la diretta responsabilità delle Procure. Di tali apparati tecnici Telecom Italia non dispone e pertanto non può in alcun modo effettuare le attività ipotizzate nell’articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Repubblica
Milano, 21 gennaio 2006
- Telecom Italia, in merito all’articolo “Unipol, due piste per le talpe”
pubblicato oggi sul quotidiano La Repubblica, è costretta ancora una volta a
smentire la presunta esistenza di una struttura o di un apparato di
intercettazione denominati “Super Amanda”.
Come già ufficialmente dichiarato, attraverso un comunicato stampa diffuso lo
scorso 2 agosto, Telecom Italia torna a far presente che:
• non è mai esistita una centrale di ascolto e di intercettazione telefonica,
né un apparato di tal genere è mai stato per entrare o, addirittura, è
entrato in funzione. Il cosiddetto progetto Amanda non è mai stato sviluppato
dal Gruppo Telecom Italia. Non può dunque, neanche indirettamente, essere
adombrato che il Gruppo Telecom Italia abbia effettuato attività di
intercettazione telefonica o di ascolto;
• il Gruppo Telecom Italia ha
sempre fornito la massima collaborazione all’Autorità Giudiziaria,
consegnando tutto quanto dalla medesima richiesto e operando, attraverso
apposite strutture tecniche, nel rispetto della legge e degli ordini
dell’Autorità, e dunque conformando sempre il proprio comportamento alla
massima trasparenza e rispetto istituzionale.
L’Azienda desidera inoltre precisare attraverso Stefano Pileri, Chief
Technology Officer di Telecom Italia e responsabile della gestione di tutte le
attività della Rete del Gruppo, che “il ruolo di Telecom Italia
nell’attività di collaborazione con l’Autorità giudiziaria si limita
all’instradamento delle chiamate verso dispositivi di ascolto di proprietà
dell’Autorità stessa o di società che operano per conto di quest’ultima
sotto la diretta responsabilità delle Procure. Di tali apparati tecnici Telecom
Italia non dispone e pertanto non può in alcun modo effettuare le attività
ipotizzate nell’articolo in questione.”
Telecom Italia, come già fatto lo
scorso 2 agosto 2005, sottolinea che qualunque diversa notizia è difforme e
contraria al vero e pertanto invita a non riprendere simili illazioni, fermo
restando che la Società si riserva di agire in ogni opportuna sede a tutela
della propria immagine e reputazione.
Quanto all’affermazione contenuta nell’articolo odierno di Repubblica,
secondo cui “Super Amanda è oggetto da tempo di un’inchiesta”, Telecom
Italia, nel precisare di non essere mai stata a tutt’oggi informata di
indagini in materia, ribadisce che attività e strutture quali quelle riferite a
“Super Amanda” non sono mai esistite. Le voci, a suo tempo in proposito
diffuse e oggi riprese, non trovano nella realtà alcun fondamento e sono dunque
gravemente lesive della reputazione dell’azienda.
Telecom Italia auspica che anche su questo aspetto l’Autorità Giudiziaria
faccia quanto prima la dovuta chiarezza, certa dell’operato della
Magistratura.
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