Telecom Italia: nessuna giustificazione per l’”esproprio” di Entel Bolivia
(03 mag 2007) - Il Governo boliviano ha avviato la
ri-nazionalizzazione di importanti settori chiave dell’economia, come quelli
petrolifero, minerario e delle telecomunicazioni.
Lo schema di intervento messo in atto per recuperare le quote in possesso delle
società straniere che a suo tempo parteciparono al processo di privatizzazione
di queste aziende, si configura come un vero e proprio “esproprio”, che fa
seguito alle pretestuose motivazioni di carattere gestionale in precedenza
addotte ed a infondate accuse di comportamenti illegittimi da parte dei soci
esteri.
Per quanto riguarda in particolare ETI, controllata al 100% da Telecom Italia, il governo boliviano sta accusando la società di non aver rispettato gli impegni contrattuali sul versante degli investimenti sottoscritti in fase di privatizzazione e di aver effettuato nel 2005 una illegittima riduzione di capitale di Entel, controllata di ETI.
In realtà Entel ha realizzato, ad oggi, usd 720m di investimenti, importo superiore all’impegno contrattuale di usd 610m assunto da ETI con il governo boliviano all’atto della privatizzazione. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha d’altra parte certificato con la Risoluzione Ministeriale 194 del 12 agosto 2005 l’assolvimento di tale impegno.
Il Governo boliviano, con il Decreto Supremo 29100 del 23 di aprile 2007, ha abrogato con effetto retroattivo i citati suoi atti relativi alla certificazione degli investimenti della società, ignorando anche le sentenze del Tribunale Costituzionale e collocando, nei fatti, l’operazione sul capitale fuori dal contesto legale in vigore nel 2005.
Va sottolineato che ETI ed Entel hanno all’epoca commissionato varie opinion di esperti boliviani ed internazionali indipendenti per certificare la percorribilità legale, contabile e fiscale dell’operazione di riduzione di capitale di Entel ed hanno ottenuto una certificazione indipendente, da parte della società KPMG, la quale conferma che gli investimenti realizzati sono stati superiori all’impegno contrattuale assunto.
Tra l’altro, la riduzione di
capitale fu approvata all’unanimità’ anche dai soci locali (fondi pensione,
lavoratori ed altri investitori).
E’ pertanto evidente che le accuse rivolte ad ETI/ENTEL siano strumentalmente
volte a giustificare azioni unilaterali, da parte del Governo boliviano,
finalizzate a prendere il controllo azionario, operativo e gestionale di Entel,
in violazione degli accordi firmati tra il Governo boliviano stesso ed ETI al
momento della privatizzazione di Entel, delle leggi boliviane e dei trattati
internazionali per la protezione degli investimenti stranieri.
La Società ribadisce dunque che intende intraprendere ogni azione possibile a salvaguardia del proprio investimento.
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