3 Italia e Telecom Italia siglano un accordo per la condivisione dei siti d’accesso alla rete radiomobile
(03 lug 2009) -
Telecom Italia e 3 Italia hanno siglato un accordo di “co-siting”
per la condivisione dei siti d’accesso alla rete radiomobile che riguarda sia i
siti esistenti sia quelli che verranno costruiti in futuro. Oggetto dell’accordo
sono le cosiddette infrastrutture “passive”: pali, cavi, sistemi di
alimentazione elettrica e di condizionamento e altre infrastrutture civili.
Mantenendo la titolarità sulle proprie infrastrutture, ogni operatore ospiterà
le stazioni radiomobili del partner con l’obiettivo di ottimizzare la copertura
di rete a livello nazionale. L’accordo non include i dispositivi elettronici che
permettono di erogare ai propri clienti i servizi di telefonia mobile o i
relativi servizi di gestione.
Inoltre, con questo accordo, che rinnova ed amplia i contenuti di un contratto
precedente, le due aziende danno attuazione alle linee guida contenute nel
Codice per le Comunicazioni Elettroniche al fine di favorire un utilizzo più
efficiente delle infrastrutture di rete nelle aree urbane e in quelle rurali.
“E’ un accordo di grande rilievo per la industry delle tlc in Italia perché
da un lato migliora la struttura dei costi delle due aziende, riducendo
ulteriormente l’impatto ambientale di una tecnologia pulita come quella wireless
e, dall’altro, segna un punto di svolta nel perseguimento di più elevati livelli
di concorrenza”, ha sottolineato Vincenzo Novari, amministratore
delegato di 3 Italia.
“Il valore di questo accordo – ha commentato Stefano Pileri,
Direttore Tecnologie e Operations di Telecom Italia - è duplice. Dal punto di
vista dell’efficienza, sarà possibile ridurre significativamente il costo di
locazione dei siti, una delle maggiori voci di costo nelle reti mobili. In
seconda battuta, la riduzione progressiva del numero di antenne avrà un positivo
impatto ambientale”.
L’accordo ha una durata di 3 anni, è rinnovabile e a regime riguarderà almeno
2.000 siti, assicurando un’ottimizzazione degli investimenti, un risparmio del
30% sui costi e la riduzione dei tempi di sviluppo della rete di ciascun
operatore.
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