Un annuario per fotografare la diffusione del broadband nel Paese
(28 dic 2009) -
Telecom Italia rende noto di aver pubblicato il primo Annuario
sulla diffusione del broadband nel Paese, con l’obiettivo di fotografare
in totale trasparenza l’attuale copertura della banda larga italiana. L’Annuario
sarà inviato nei prossimi giorni a tutti i Presidenti delle Regioni e delle
Province e messo a disposizione dei Sindaci di tutti i comuni italiani.
Con questa iniziativa Telecom Italia ribadisce il proprio impegno per lo
sviluppo delle reti di telecomunicazioni e il sostegno per quei territori
virtuosi che intendono sfruttare tali infrastrutture per migliorare il livello
di benessere dei propri cittadini, rendere più competitivo il proprio sistema
produttivo e aumentare la qualità dei servizi attraverso l’efficienza della
pubblica amministrazione. Telecom Italia ritiene, infatti, che il punto di
partenza di questo percorso consista nella condivisione di un piano di sviluppo
per la copertura di servizi a banda larga sul territorio locale.
Il rapporto, che verrà aggiornato annualmente, contiene per ogni regione i dati
di copertura broadband e illustra tutte le architetture di rete che offrono
servizi in banda larga (xDSL, fibra ottica, mobile broadband, Wi-Fi e Hiperlan,
Wi-Max). In particolare il rapporto descrive quanto messo in atto da Telecom
Italia dal 2006 (anno di avvio del progetto Anti Digital Divide) riportando
tutti gli accordi sottoscritti con le Regioni e i Comuni e gli obiettivi di
sviluppo raggiunti tracciando in questo modo un percorso che, in collaborazione
con le istituzioni locali e nazionali, consentirà di portare la banda larga a
tutti gli italiani.
Per affrontare il tema del digital divide Telecom Italia ha avviato un piano di
crescita per la copertura in banda larga facendosi carico direttamente degli
investimenti necessari ad adeguare la propria infrastruttura di rete. Questa
iniziativa, avviata autonomamente dall’azienda all’inizio del 2006, che porterà
la copertura Adsl al 97,7% entro il 2011, ha consentito di aumentare in pochi
anni la disponibilità della larga banda dall’86% al 96% del territorio nazionale
abilitando circa il 70% degli oltre 3.150 comuni che a fine 2005 risultavano
privi di questo servizio.
Telecom Italia, inoltre, ha avviato una serie di azioni per superare il digital
divide nelle aree cosiddette “a fallimento di mercato” individuando i necessari
interventi congiunti “pubblico-privato”. Anche in questa direzione finora sono
state seguite due vie: la prima caratterizzata da un approccio “centrico”
insieme alla società pubblica Infratel (per le aree sottosviluppate del paese),
e la seconda basata su un approccio “locale” attraverso accordi con le singole
Regioni con forme di finanziamento attraverso delle gare pubbliche.
Proprio grazie all’esperienza maturata, Telecom Italia ritiene che per un
definitivo superamento del digital divide sia necessario uno sviluppo
territorialmente equilibrato delle reti di comunicazione che non può prescindere
dall’adozione di nuovi modelli di “Public-Private Partnership”, con una forte
concertazione tra i diversi livelli di governo locale e centrale.
“La realizzazione dell’Annuario – ha sottolineato l’amministratore
delegato della società, Franco Bernabè - ribadisce la volontà di
Telecom Italia di garantire la massima trasparenza sui dati e sui piani di
sviluppo della copertura broadband. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile
dare piena attuazione alla sfida che consentirà un cambio di paradigma
fondamentale, il passaggio dalla fase di digital divide a quella di digital
prosperity. Il digital divide è un tema prioritario che Telecom Italia vuole
contribuire a risolvere con investimenti importanti non lasciando solo allo
Stato l’onere di un intervento così importante per il Paese. Il nostro obiettivo
è assicurare la copertura con la banda larga dando priorità ai distretti
industriali e alle aree dove le imprese manifestano maggior necessità di
connessione. Vogliamo dare la possibilità alle aziende italiane di essere
competitive e dedicheremo tutte le risorse necessarie a questo obiettivo”.
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