Bollino Siae: la posizione della Siae, la replica dell'Univideo
(20 feb 2007) - A seguito dell'appello al Ministro
Bersani pubblicato il 14 Febbraio scorso su Il Sole 24Ore nel quale l'Univideo
chiedeva l'abrogazione del bollino Siae sui DVD, la Società Italiana degli
Autori ed Editori replica sul proprio sito definendo il contrassegno in
questione uno strumento indispensabile per la lotta alla contraffazione. Davide
Rossi, Presidente dell'Univideo, in una dichiarazione pubblicata ieri sul
sito di Duesse controbatte quindi alla replica. Riportiamo a seguito
entrambe le posizioni:
SIAE. Il testo integrale della
news è ricavato direttamente dall'Homepage del sito della Siae:
L’Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva) ha pubblicato su un
quotidiano un avviso a pagamento in cui si richiede l’abrogazione del
contrassegno Siae sul dvd audiovisivo. A questo proposito, la Siae, attraverso
il proprio Ufficio Legislativo, fa presente che già nel 1998, l’UE, col
“Libro verde sulla lotta alla contraffazione e alla pirateria nel mercato
interno” (Commissario Mario Monti), definiva il contrassegno “strumento di
garanzia e di autenticazione” per prodotti oggetto di transazione. In linea
con quanto auspicato dall’Unione Europea, il contrassegno Siae sui supporti
musicali e audiovisivi, è un elemento di immediata riconoscibilità dei
prodotti leciti. E ciò vale sia per i consumatori, sia per le Forze
dell’Ordine che operano sul territorio, ma anche per la Magistratura, cui è
demandato l’accertamento delle responsabilità civili e penali. Per questa
ragione la legge antipirateria n.248 del 2000, definisce il contrassegno Siae
“segno distintivo di opera d’ingegno” agli effetti dell’applicazione
della legge penale. Inoltre in Italia, tutte le Forze dell’Ordine (Guardia di
Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizie Municipali) hanno più volte
sottolineato l’indispensabile ruolo che il contrassegno della Siae riveste
nello svolgimento del loro lavoro quotidiano di contrasto all’abusivismo ed
alla contraffazione, ritenendolo elemento indispensabile (come, del resto, il
sostegno tecnico degli stessi ispettori della Siae, che rivestono la qualifica
di ausiliari di Polizia Giudiziaria) anche per la lotta contro organizzazioni
criminali (non solo di stampo mafioso o similare, ma anche, in taluni casi, con
finalità terroristiche). Da qualche tempo, negli stessi Stati Uniti d’America
l’Fbi sta praticando, sulla falsariga di quanto già avviene nel nostro Paese,
l’apposizione sugli stessi supporti musicali e audiovisivi, di uno speciale
sticker anticontraffazione. Il che sta a significare, ancor più, l’innegabile
necessità di uno strumento di controllo della circolazione di questo tipo di
prodotti di consumo culturale, per impedire al fenomeno della pirateria di
dilagare in modo incontrollabile a danno non solo degli autori e dell’intera
industria culturale, ma anche dello Stato per l’ingente evasione fiscale.
UNIVIDEO. Davide Rossi, Presidente dell'Univideo, nella dichiarazione
pubblicata ieri sul sito di Duesse:
“Siae fa riferimento a un
libro verde sulla lotta alla contraffazione (che anche l'Univideo ha contribuito
a scrivere insieme a tante altre associazioni dell'audiovisivo nazionali ed
europee) pubblicato nel 1998, ma discusso tra il 95 e il 97.
Da allora sono passati 10 anni di travolgente e rivoluzionario progresso
tecnologico e bisogna tenerne conto. Non farlo, riproponendo schemi superati, è
un segnale di miopia.
Quanto alla notizia del "Bollino FBI" che negli Stati Uniti si
starebbe usando e avrebbe le stesse funzioni del "Bollino Siae", non
ne sono a conoscenza, ma se fosse realmente così mi preoccupa questa
escalation, non vorrei vedere un giorno "Bollini CIA e "Bollini
KGB".”
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