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Aurelio De Laurentis: 'La window va abolita'

(14 lug 2009) - "Aurelio, l’Imperatore va all’attacco" di Angelo Frigerio

Il presidente di Filmauro dice la sua su window, mercato audiovisivo, pirateria.
E presenta la riorganizzazione della struttura home video.

Deciso, preciso, essenziale. Aurelio De Laurentiis, alle grandi qualità di manager dell’industria cinematografica (oltre che calcistica, non dimentichiamocelo), unisce doti non comuni di chiarezza. Il presidente di Filmauro non ama le subordinate. E neppure i giri di parole. Punta diritto all’obiettivo. Come ha dimostrato in questi anni con i suoi film, tutti ai vertici del botteghino. Un vincente, insomma. Che ha idee molto chiare anche sulla situazione e le prospettive del mercato audiovisivo. Lo abbiamo incontrato durante la presentazione del nuovo assetto di Filmauro Home Video.
Ed ecco a voi il De Laurentiis-pensiero.

Cominciamo con un argomento che ci sta a cuore: le sorti della videoteca, un luogo strategico per la vita di un film. Sparite le seconde visioni, rimane un luogo privilegiato dove “consumare il cinema” che si è perso in sala. E’ d’accordo?
Sono d’accordo. Un luogo privilegiato per tutti coloro che hanno la cultura del cinema. E che, per problemi di varia natura – il lavoro, la famiglia, il posto in cui abitano –, hanno perso quell’abitudine, quasi settimanale o mensile, di considerare la sala come un luogo di frequentazione “normale”. Quando si è molto giovani infatti, c’è un rapporto, più che con il film, con il cinema inteso come sala. Non si va solo a vedere il prodotto, ma si va al cinema. I multiplex sono stati creati proprio con il concetto della piazza, dove ci si frequenta, dove ci s’incontra. Anche le videoteche sono state, e spero siano ancora, questo. La stessa Blockbuster aveva cominciato col creare questo concetto di piazza videografica… con tanto di pizza.

Nel tempo però le abitudini ma soprattutto l’offerta di entertainment si è modificata e ampliata…
Vero, pensiamo ad esempio alla pay tv, alla pay per view, al download legale. Ma tutto questo non esclude l’home video tradizionale. C’è ancora molta gente che non si è abbonata né a Sky né a Mediaset. C’è un gruppo di persone, e sono tante, che ancora ha bisogno dell’home video. Ecco allora delinearsi il valore strategico della videoteca o del corner come luogo che offre cinema con un rapporto qualità (e quindi comodità)/prezzo ancora eccellente. Certo che se la window venisse abolita...

Bene: fa piacere sentire da una voce così autorevole il verbo abolire…
Guardi, non è la prima volta che mi esprimo, in modo molto chiaro, sull’argomento. Ho sempre contestato la window. E’ una forma di protezione sorpassata, che non protegge nessuno ma alimenta la pirateria e allontana il pubblico dal cinema.

Anche perché nel frattempo la pirateria sta crescendo a livelli esponenziali
Totalmente d’accordo. Ho sempre detto che per abolire la pirateria bisogna assolutamente contemporaneizzare l’immissione del prodotto a tutti i livelli. Perché? Semplice: perché il film lo realizzo per tutto il pubblico, non soltanto per coloro che frequentano la sala cinematografica. Diventa antidemocratico privilegiare un pubblico, come quello della sala, e non tutti gli italiani. Sono convinto che si dovrebbe fornire a tutti la possibilità di vedere un determinato film. Se uno sta lavorando, ha dei figli piccoli, non ha una baby sitter o altro ancora… ma perché deve rinunciare al film con il suo attore o attrice preferiti? Perché deve essere solo la sala, in prima battuta, l’unico luogo dove “consumare cinema”? Dobbiamo invece arrivare a vendere cinema laddove la gente è abituata ad andare quotidianamente: dal tabaccaio dove compra le sigarette, al bar, dal benzinaio, oltre che in videoteca. A un prezzo diverso però: la comodità si deve pagare

Interessante questo approccio. Quindi lei propone non più una window temporale ma una “commerciale”

Certo. Il meccanismo è semplice. Se vai al cinema, paghi sette, otto euro. Se ti porti a casa il film, nella prima settimana in cui sono nella sala, te lo faccio pagare 30 euro. La window la creo sui prezzi, non sui tempi. Ma mi permetta un’altra osservazione…

Prego.
Solitamente investiamo circa tre/quattro milioni di euro per promuovere un film al cinema. Innanzitutto è assurdo che, a distanza di tre mesi, si debba reinvestire altri soldi per lanciare il prodotto in home video o in pay per view o altro ancora. In secondo luogo se la gente, sollecitata dalla promozione, non trova il prodotto disponibile, convergerà su altro: teatro, concerti, sport. La contemporaneità serve dunque per convogliare la gente, sempre più gente, verso il film, fruito attraverso tutti i canali.


Gli esercenti però la pensano in modo molto diverso…
Cercano di difendere il loro business, senza capire che con la contemporaneità non ci sarebbe una perdita. Solo una massimizzazione del fatturato complessivo del cinema italiano. E quindi una maggiore disponibilità all’investimento sul prodotto. Più film ma soprattutto più spettatori. Che senso ha dunque arroccarsi in difesa di una protezione che non ha più ragion d’essere? Solo gli sprovveduti fanno sì che i contenitori distruggano i contenuti.

A proposito di distruzione dei contenuti. Ritorniamo all’argomento pirateria.
Occorre arrivare al più presto ad una legge che blocchi il download illegale. Con il ministro Urbani c’eravamo quasi vicini. Oggi ci sono sul tavolo varie proposte. Ma è dura. Le lobby delle telecomunicazioni sono talmente forti che bloccano qualsiasi tentativo di legiferare in merito. Ma non è detta l’ultima parola.

Blu-ray: ci crede?
Fermamente. Sono sempre stato per la qualità tecnologica.

A quando il prossimo 3D della Filmauro?
Probabilmente un film a cartoni animati. Produrremo anche un film live action in 3D. Stiamo studiando quali sono le difficoltà di ripresa per dei registi italiani che non sono ancora tecnicamente preparati ad utilizzare il mezzo. Occorre inoltre trovare dei soggetti che abbiano una giusta rispondenza. Bisogna essere prudenti: adesso tutti si riempiono la bocca sul 3D… Ma fra 5 anni?


Le ultime domande non possono prescindere dall’altra sua passione: il calcio. Chi vince il campionato il prossimo anno?
Sarà una bella lotta fra Inter e Juventus. Attendo il Milan. Non sono convinto che la sua campagna acquisti sia finita..

E il Napoli, la sua creatura?
E’ partito il secondo quinquennio. La squadra deve crescere. Ho preso tutta gente che m’intrigava, molti italiani. Il prossimo sarà un anno di assestamento. L’obiettivo è di arrivare fra le prime sei.

 

 

  

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